Tar Palermo, sospesa ordinanza del Comune sul gioco

Il Tar Palermo ha sospeso l’ordinanza del Comune, voluta dal sindaco, che prevede ben quindici ore di sospensione giornaliera di attività per gli apparecchi da gioco.

L’ordinanza, emessa il 12 dicembre scorso, è stata subito oggetto di un ricorso da parte di una società che gestisce sale da gioco: tra i motivi del ricorso sollevati, i ricorrenti lamentano la violazione dell’intesa tra Governo, Regioni ed enti locali in materia di raccolta del gioco pubblico, che prevede fino a sei ore complessive di sospensione quotidiana di gioco.

Nel decreto del Tar Palermo si riconosce il grave pericolo per la società ricorrente, il cui orario di esercizio si ridurrebbe dalle attuali diciannove a nove ore al giorno, con la conseguenza del certo licenziamento di quasi tutti i dodici dipendenti: in virtù di tale pericolo il Tar ha accolto l’istanza cautelare monocratica. I giudici hanno inoltre chiesto al Comune di presentare “un rapporto informativo sui fatti di causa, corredato di tutta la relativa documentazione, ivi compreso il provvedimento impugnato” e hanno quindi fissato, per l’ulteriore esame dell’istanza cautelare, la camera di consiglio dell’11 marzo prossimo.

Fonti: Jamma.tv, Pressgiochi.it

2020-02-21T09:54:10+00:00 21 Febbraio 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

Per il Tribunale di Torino la legge piemontese sul gioco minaccia la libera impresa

Un giudice civile del Tribunale di Torino ha stabilito che la legge regionale del Piemonte sul gioco lede il diritto d’impresa, e che per questo motivo, deve essere sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale. La sentenza arriva a seguito del ricorso di un esercente locale, che era stato multato per non aver rispettato la nuova normativa che vieta gli apparecchi da gioco a meno di cinquecento metri di distanza dai luoghi considerati sensibili.

L’effetto di questo cosiddetto distanziometro è stato quello di rendere ben il 99,3% del territorio di Torino vietato a slot e Vlt, causando un consistente danno al settore del gioco legale e al tempo stesso provocando un aumento delle attività illegali e dell’evasione fiscale segnalato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza.

Per il giudice si è manifestata quindi la necessità di disporre la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale perché valuti il bilanciamento degli interessi costituzionali.

Fonte: Repubblica.it

2018-11-07T09:30:04+00:00 7 Novembre 2018|Tags: , , , , , , , , , , |