La Corte di Giustizia europea deciderà sulla tassa da 500 milioni

La Corte di giustizia dell’Unione europea dovrà risolvere la controversia fra alcuni concessionari di gioco e lo Stato italiano in merito all’annullamento del decreto del gennaio 2014 con il quale il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) ha dato attuazione alla legge di Stabilità istitutiva della cosiddetta “tassa dei 500 milioni”.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato, in risposta al ricorso della concessionaria di gestione del gioco lecito Global Starnet circa la riforma della sentenza del Tar Lazio che nel 2019 ha dichiarato in parte improcedibile e in parte respinto il ricorso proposto da ADM per l’annullamento del decreto.

Il Consiglio invita la Corte di giustizia europea a pronunciarsi sui seguenti quesiti:

  • se sia compatibile con l’esercizio della libertà di stabilimento garantita dall’art. 49 del Tfue e con l’esercizio della libera prestazione di servizi garantita dall’art. 56 Tfue l’introduzione di una normativa che riduca i compensi solo nei confronti di una limitata e specifica categoria di operatori, ovvero solo nei confronti degli operatori del gioco con apparecchi da intrattenimento, e non nei confronti di tutti gli operatori del settore del gioco
  • se sia compatibile con il principio di diritto europeo della tutela del legittimo affidamento l’introduzione di una normativa quale quella sopracitata, la quale per sole ragioni economiche ha ridotto il compenso pattuito in una convenzione di concessione stipulata tra una società ed un’amministrazione dello Stato italiano.

Fonte: Gioconews.it

2021-07-23T13:40:36+00:00 23 Luglio 2021|Tags: , , , , |

Dpcm: “Sale giochi aperte se compatibili con la situazione epidemiologica regionale”

Il Dpcm emanato il 13 ottobre prevede nuove e più stringenti regole per fronteggiare l’emergenza Covid in Italia, su tutte l’obbligo per “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)” di chiudere alle ore 24. Si parla anche di location di gioco, affermando che le stesse sono consentite pur nel rispetto di precise disposizioni; per tali attività non vale la disposizione di chiudere alle 24, che si applica solo ai loro eventuali bar e ristoranti.

Nello specifico, nel Dpcm si legge che “le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Fonte: Gioconews.it