Corte di Cassazione conferma sanzioni per slot prive di protezione interna

La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni di 16mila e 12mila euro disposte nel 2017 dall’ufficio abruzzese dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei confronti di un gestore di slot della provincia dell’Aquila.

Gli apparecchi da gioco in questione erano infatti privi del secondo guscio di protezione interna.

Per la Cassazione è inammissibile che la causa di violazione sia riconducibile alla mancata notifica del provvedimento con cui erano state modificate le norme tecniche delle schede di gioco. La circostanza che gli apparecchi fossero stati prodotti e installati anni prima dell’adozione delle nuove norme e delle prescrizioni di adeguamento è stata così rigettata, rendendo obbligatoria l’installazione di un doppio guscio.

I giudici hanno così legittimato la decisione del Tribunale dell’Aquila e di quella in appello.

Fonte: Agipronews.it

2022-09-16T12:56:14+00:00 16 Settembre 2022|Tags: , , , , |

Lazio, modifica alla legge sul gioco d’azzardo

Il Lazio ha modificato la legge sul gioco d’azzardo. La disposizione prevede una distanza minima di 250 metri dai luoghi sensibili per le attività di nuova apertura. Quelle già autorizzate potranno invece proseguire la loro attività.

Tutte le sale giochi e le attività commerciali che ospitano apparecchi da gioco a vincita dovranno inoltre rispettare alcune disposizioni. In primo luogo, è necessario ridurre la frequenza delle singole giocate a non meno di 30 secondi una dall’altra. Vige l’obbligo di separazione dello spazio dedicato a slot e vlt negli esercizi in cui l’attività principale non è quella del gioco. Infine, gli apparecchi dovranno essere distanti fra loro per un minimo di 2 metri.

La norma dispone l’interruzione dell’attività nelle fasce orarie individuate dai Comuni, per otto ore giornaliere, dalle 2 alle 10. Negli esercizi in cui il gioco non è l’attività prevalente, la fascia oraria applicata sarà di dodici ore, dalle 23 alle 9 e dalle 12.30 alle 14.30.

La violazione delle disposizioni per più di due volte comporterà la chiusura dell’esercizio. Il fondo per le spese per la disinstallazione di apparecchi da gioco viene incrementato di 100mila euro per il 2023 e di 250mila euro per il 2024.

Per quanto riguarda l’apertura di nuove sale gioco, verrà consentita a condizione che siano ubicate ad un raggio non inferiore a 250 metri dalle zone sensibili.

Fonte: Jamma.tv

Studio CGIA Mestre sul settore del gioco in Italia

Lo studio realizzato da CGIA Mestre in collaborazione con il Centro Studi As.tro riporta una panoramica sulla situazione del settore del gioco in Italia.

Negli ultimi due anni si sono verificati diversi eventi che hanno avuto un peso notevole sul comparto. Innanzitutto, gli aumenti della tassazione e le leggi regionali con limiti e restrizioni per gli apparecchi, fino alla pandemia, con quasi un anno di chiusura per gli esercizi. L’effetto è stato devastante, soprattutto a partire dal numero di slot collegate, che è stato ridotto. A fine 2021 erano circa 253mila, in 51.837 esercizi in tutta Italia, con un taglio netto del 39% rispetto al 2019.

Nel 2019 il prelievo erariale era arrivato a +24% sulle slot e +8,6% sulle videolotteries, quando è scoppiata l’emergenza sanitaria. In un biennio che viene definito drammatico, con una crisi che ha investito in pieno il settore, la raccolta è crollata del 60%, con una corrispondente riduzione del gettito. In particolare, le entrate erariali sono crollate del 52%, passando da 6,7 miliardi del 2019 a 3,2 miliardi di euro. L’effetto è stato una forte riduzione del margine della filiera, pari al 50% per le videolottery e a quasi il 60% per le slot machine. L’industria ha continuato però ad essere presente con il gioco online, con una spesa annuale che è passata dai 2,6 miliardi del 2020 ai 4,5 miliardi del 2021.

Intanto, le regioni hanno continuato a varare leggi anti-gioco sempre più restrittive. Una soluzione al caos normativo attuale è stata però suggerita dal sottosegretario MEF con delega ai giochi, Federico Freni. Ha infatti chiesto al presidente della conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, di salvaguardare il settore. L’obiettivo è ottenere una sospensione temporanea delle norme locali in attesa che il Governo approvi lo schema di legge delega.

Fonte: Italia Oggi

Nuovi dati sul settore dei giochi: registrata crescita per il 2021-2022

I nuovi dati sui giochi evidenziano la crescita del settore, con numerose nuove attività avviate tra il 2021 e il 2022 e un aumento dei ricavi.

Secondo l’Osservatorio sulle partite IVA pubblicata dal MEF, nel primo trimestre del 2022 le nuove partite IVA aperte nel settore delle lotterie, scommesse, case da gioco sono state in totale 164. Nello specifico, ne sono state aperte 40 a gennaio (+29,03% rispetto allo stesso mese del 2021), 51 a febbraio (+121,74%) e 73 a marzo (+78,05%).

Il report di Sogei del 2021, il braccio informatico del MEF e dell’ADM, ha evidenziato poi un anno in crescita per il settore del gioco: i risultati economico-finanziari e patrimoniali hanno registrato entrate per 722,5 milioni di euro (in aumento del 15% rispetto al 2020) e un utile netto di oltre 59 milioni di euro.

Inoltre, il gioco online offerto per concessione in Italia ha registrato 83.776.838 giocate per un movimento netto pari a 4.576.081.874 euro, ha distribuito vincite per 4.402.863.620 euro, raccogliendo una spesa del giocatore pari a 710.581.185 euro. Il numero di giocatori attivi sono stati 1.803.963 e sono stati aperti 381.083 nuovi conti di gioco.

Emerge infine che in Italia sono stati installati 314.343 nuovi apparecchi Awp e Vlt. I biglietti di scommesse venduti nell’anno sono stati 1,1 miliardi e 6,9 miliardi le giocate sui giochi numerici.

Fonte: Agimeg.it, Gioconews.it, Jamma.tv

2022-05-16T06:58:15+00:00 16 Maggio 2022|Tags: , , , , , , |

Tar Lombardia accoglie due ricorsi: ingiustificate le restrizioni alle attività

Il Tar Lombardia ha accolto due ricorsi presentati contro due Comuni della regione, in cui si chiedeva l’annullamento delle rispettive ordinanze sindacali aventi ad oggetto i nuovi orari di esercizio per le sale giochi, sale VLT e sale scommesse, e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro.

I Comuni avevano approvato il Regolamento per il contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico, fissando le fasce di interruzione orarie stabilite nel regolamento, salvo poi revocarlo in autotutela. Sono stati così fissati nuovi orari di apertura per sale giochi e per il funzionamento degli apparecchi, con l’esclusione delle attività di gioco tramite lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo (gratta e vinci, 10 e lotto, ecc.).

Sebbene tra i criteri indicati nel Regolamento vi sia quello dell’obbligo di non penalizzare determinate tipologie di gioco, l’ordinanza impugnata riguardava soltanto gli apparecchi e la raccolta fisica di scommesse escludendo altre categorie di gioco. Le motivazioni alla base dell’ordinanza impugnata sono inoltre ascrivibili all’esigenza di far fronte al dilagare di fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo patologico nei due Comuni.

Il Tar Lombardia ha stabilito in seguito che il provvedimento impugnato non forniva dati di rilievo in relazione allo specifico ambito territoriale, soprattutto per quanto riguarda il numero dei giocatori patologici. È stato dunque concluso che, in base a questi dati, la restrizione delle attività di gioco non può essere giustificabile.

Fonte: Jamma.tv

Rapporto Lottomatica-Censis: uno sguardo al gioco legale in Italia

Il rapporto Lottomatica-Censis, pubblicato lo scorso novembre, continua ad essere un importante strumento per definire lo stato attuale del settore del gioco legale in Italia, con l’obiettivo di raccontare il valore sociale ed economico del gioco.

Quello del gioco legale, gestito dallo Stato attraverso le concessioni pubbliche, è infatti un settore economico che coinvolge 3.200 imprese, 80mila punti vendita e 150mila occupati, uno dei più importanti in termini di ricavi (nel 2020 la raccolta complessiva del settore è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite) che ha una funzione chiave di argine all’illegalità. Tuttavia, con la pandemia e le limitazioni introdotte dal governo, il gioco legale ha subito un forte contraccolpo, con conseguenze talvolta negative.

Si registra che nel 2021 il 37,8% della popolazione ha giocato a uno o più giochi legali, tra Lotto, lotterie, Superenalotto, scommesse sportive, ippiche, Bingo, giochi online, slot machine. La scelta di giocare si è rivelata trasversale ai gruppi sociali e territori, confermandosi come fenomeno di massa, ma con qualche differenza: giocano gli alti redditi (42,9%) come quelli bassi (35,2%), gli adulti (45,4%) come i giovani (45,2%) ma un po’ meno gli anziani (18%), i residenti nel Sud e Isole (42,4%) come quelli nel Nord-Ovest (36,6%), nel Nord-Est (31,8%) e nel Centro (37,4%).

Le opinioni degli italiani riflettono il valore sociale del gioco legale: il 66,8% pensa che il gioco legale sia il vero argine contro il gioco illegale gestito dalla criminalità. Per il 59,8%, infine, limitare il gioco legale farebbe lievitare il numero di giocatori illegali, con vantaggi per la criminalità.

Oggi però, con il virus che sembra rallentare nella sua diffusione e con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, il settore torna a pianificare il proprio futuro. In questo senso si orienta inoltre la bozza della legge delega che riordina il settore del gioco pubblico e che dovrebbe approdare entro fine aprile in consiglio dei Ministri.

(Fonte: Prima Comunicazione)

Riforma del gioco pubblico in dirittura di arrivo

La riforma del gioco pubblico è in dirittura di arrivo. La delega messa a punto dal sottosegretario all’Economia, Federico Freni, arriverà in Consiglio dei ministri. Emerge ancora una volta l’obiettivo di addivenire a una riforma complessiva del settore, che presuppone una razionalizzazione graduale e controllata dell’offerta di gioco, ma anche misure tecniche e normative finalizzate alla tutela dei soggetti vulnerabili e il contrasto al gioco illegale, soprattutto quello offerto sul web tramite piattaforme estere.

Innanzitutto, tra le novità, l’intervento intende introdurre un regime generale di gestione dei casi di crisi dei concessionari così da assicurare la continuità della gestione per tutelare gli interessi dell’Erario e dei giocatori. Accanto a una razionalizzazione della rete fisica, il provvedimento intende inoltre raccordare le normative regionali con la disciplina nazionale. In particolare, ci saranno regole uniformi su tutta la penisola in materia di titoli abilitativi all’esercizio dell’offerta di gioco, che includono parametri di distanza dai luoghi sensibili validi per l’intero territorio nazionale e la dislocazione locale di sale da gioco e punti vendita.

La delega propone inoltre un inasprimento e una razionalizzazione del sistema sanzionatorio, attraverso una maggiore proporzionalità delle entità delle sanzioni penali e amministrative rispetto alla gravità delle violazioni. I concessionari avranno l’obbligo di tracciare di tutti i riversamenti derivanti dalla raccolta delle giocate e dei compensi spettanti ai soggetti operanti nella propria rete di raccolta.

Tra gli interventi per prevenire i disturbi da gioco d’azzardo invece, la delega fa riferimento alla diminuzione dei limiti di giocata e vincita. Si prevede infine un innalzamento del livello qualitativo dei punti gioco e dell’offerta attraverso nuove regole di rilascio delle licenze di vendita del gioco e la revisione della disciplina in materia di qualificazione degli organismi di certificazione degli apparecchi da intrattenimento.

Fonte: MF e Gioconews.it

Il Covid investe i giochi nel 2021: -3,8 miliardi rispetto al pre-pandemia

Il Covid continua a infrangersi sui giochi: il settore è in lenta risalita dopo le chiusure del 2020, ma i livelli del periodo pre-pandemia sono ancora lontani. A farne le spese, oltre alla filiera, sono le casse dello Stato: se nel 2019 erano stati incassati 11,4 miliardi, nel 2021 l’Erario si assesta a 7,6 miliardi, con un calo che supera il 33% e un saldo di 3,8 miliardi di euro in meno.

Secondo i dati forniti dall’industria, lo stop prolungato di sale giochi e agenzie di scommesse nei primi mesi del 2021 ha portato a un calo della spesa del 21% sul 2019 (con una spesa di 15,2 miliardi nell’anno in corso, rispetto ai 19,3 miliardi di due anni fa). Tuttavia, a partenza della campagna vaccinale e l’obbligo di Green Pass introdotto dal governo Draghi stanno spingendo la ripresa: rispetto ai 12,8 miliardi del 2020, “annus horribilis” per il settore, che è rimasto fermo per molti mesi a causa delle limitazioni anti-Covid, nel 2021 la spesa torna a crescere del 18,1%.

In termini di raccolta, il mercato raggiunge i valori di due anni fa (110 miliardi di euro), ma con un peso maggiore dell’online sul retail, che sconta ancora le conseguenze del lockdown che per buona parte dell’anno ha tenuto ferme le attività di gioco in tutta Italia. Si conferma infatti la tendenza già avviata nel 2020, con lo spostamento di parte dei giocatori verso il web che raggiunge il 60% sul totale del mercato, contro il 33% registrato nel 2019 e il 55% del 2020. Al contrario, il settore retail ha registrato un calo della spesa del 34,2% tra il 2019 e il 2021: a subire il danno maggiore sono stati gli apparecchi (slot e Vlt), che registrano un crollo del 55%. A seguire, le scommesse, con una diminuzione del 49,6% della spesa. Sono migliorate invece le lotterie e i bingo, che guadagnano un +4,7% nel 2021.

Fonte: Agipronews.it

2021-12-23T15:46:28+00:00 23 Dicembre 2021|Tags: , , , , , , |

Giunta regionale del Piemonte: ddl a modifica della legge sul gioco

La Giunta regionale del Piemonte ha redatto il ddl a modifica alla legge regionale in materia di gioco d’azzardo, approvata lo scorso luglio, e a breve ne inizierà il previsto iter di approvazione. Le modifiche contenute nel disegno di legge sono state introdotte a seguito di numerose richieste di chiarimento pervenute dai Comuni e dagli operatori privati di gioco. I chiarimenti richiesti di natura tecnica e intendono rispondere a richieste interpretative, al fine di supportare i Comuni nella corretta applicazione della normativa.

Tra le modifiche si segnalano quelle sulla formazione per la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Ai sensi della normativa vigente, rappresenta una delle modalità per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione. Inoltre, la possibilità della disciplina della formazione è finalizzata alla prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico al fine di consentire agli operatori del settore di poter frequentare i corsi di formazione, che rappresentano la condizione per il mantenimento o l’apertura delle attività di gioco.

Viene inoltre imposta la verifica dell’identità dei minori, anche con l’esibizione del documento di identità, in attesa che tutti gli apparecchi per il gioco siano dotati dell’idoneo lettore del codice fiscale o della tessera sanitaria.

Infine, altre disposizioni di modifica sono proposte al fine di rispettare l’impegno istituzionale del Presidente della Giunta con il Governo, a seguito dell’accoglimento dei rilievi presentati dai Ministeri del Lavoro, dell’Interno e dell’Istruzione, per evitare una possibile impugnativa legata al contrasto con le norme costituzionali concernenti il riparto delle competenze legislative.

Fonte: Jamma.tv

2021-12-03T15:13:45+00:00 3 Dicembre 2021|Tags: , , , , , |

Divieto pubblicità gioco: confermate sanzioni e annullata delibera Agcom

In materia di divieto di pubblicità del gioco, Il Tar Lazio ha confermato le sanzioni inflitte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al Giunco – un quotidiano online della Maremma – per aver pubblicato un articolo che pubblicizzava il gioco online e contenente link ipertestuali che riportavano a un sito di promozione. Il Tar, infatti, ha spiegato che il divieto di pubblicità non si applica alle informazioni limitate alle sole caratteristiche dei vari prodotti e servizi di gioco offerto, ma invece si applica alle informazioni con finalità promozionale.

Il Giunco ha dunque chiesto di rinviare la questione alla Corte Costituzionale per violazione dell’art. 41, facendo leva su una pronuncia di qualche settima fa con cui la Consulta aveva bocciato delle sanzioni previste dal decreto Balduzzi per le sale da gioco che non espongono i cartelli di avvertimento. Il Tar, tuttavia, facendo riferimento al decreto Dignità, ha definito un’unica condotta illecita, ovvero la violazione del divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche se indiretta.

Il Tar del Lazio, inoltre, ha annullato la sanzione che l’Agcom aveva comminato a Google Ireland con cui contestava alla società, che ha fatto ricorso per l’annullamento della delibera, la violazione del divieto di pubblicità al gioco sancito dal decreto Dignità. Nel 2019 infatti, Google Ireland aveva pubblicato un annuncio del servizio Google ADS che promuoveva un casinò online.

Il procedimento si è concluso con l’esclusione della responsabilità del gestore della piattaforma internet per i contenuti illeciti che sulla stessa siano stati inseriti da terzi, e quindi con l’annullamento della delibera dell’Agcom.

Fonti: Agimeg.it e Gioconews.it

“Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”: convegno organizzato da Lottomatica il 20 ottobre a Roma

“Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori”: autorità ed esperti si confronteranno sul tema nel convegno organizzato da Lottomatica per mercoledì 20 ottobre a Roma, al Palazzo Colonna Coffee House (piazza SS. Apostoli 67).

All’incontro, al via alle ore 14.45, interverranno Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia, Federico Freni, sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia dogane e monopoli, Carlo Cottarelli, economista, Alfonso Celotto, costituzionalista, Renato Balduzzi, già ministro della Sanità, e Sarantis Thanopulos, presidente della Società psicoanalitica italiana.

A moderare l’appuntamento sarà Stefania Pinna, giornalista di Sky TG24.

Fonte: Gioconews.it

2021-10-15T10:32:28+00:00 15 Ottobre 2021|Tags: , , , , |

Ministero Salute, pubblicate le linee d’azione per il GAP

Il Ministero della Salute ha approvato il decreto “Regolamento recante adozione delle linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico”, che entrerà in vigore il 20 ottobre 2021. Il testo, firmato dal ministro Roberto Speranza a luglio, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5 ottobre.

Come previsto dal decreto, le Regioni provvederanno a dare attuazione a linee di azione per la prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico attraverso misure che favoriscano l’integrazione tra i servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

Tra le numerose indicazioni del Ministero della Salute contenute nel focus sulla prevenzione del decreto si evidenzia che saranno attuate linee di prevenzione attraverso iniziative di carattere educativo/informativo, l’analisi del comportamento di gioco, azioni di formazione e campagne di sensibilizzazione.

Sono state individuate anche le linee di azione, tra cui figurano l’applicazione di adeguati sistemi per la rilevazione del comportamento di gioco, nel pieno rispetto della privacy del giocatore; l’adozione di misure e strumenti che favoriscano la consapevolezza da parte del giocatore stesso riguardo al proprio comportamento di gioco e ai rischi connessi al gioco d’azzardo; l’attivazione di opportuni canali comunicativi in grado di favorire l’immediato accesso ai centri di assistenza sanitaria da parte dei giocatori problematici; l’individuazione dei fabbisogni formativi specifici per le azioni di prevenzione a favore delle diverse tipologie di destinatari; infine, l’implementazione dei fattori che tutelano il benessere psicofisico dei giocatori all’interno delle sale.

Fonte: Gioconews.it