I lavoratori del gioco del Lazio in piazza il 29 aprile

I lavoratori del gioco legale del Lazio hanno indetto una manifestazione per protestare la modifica alla già severa legge regionale sul gioco. Si terrà giovedì 29 aprile prossimo alle ore 15 a Piazza Oderico da Pordenone, sotto il palazzo della Giunta regionale.

L’evento servirà per chiedere pubblicamente alla Giunta e a tutti i consiglieri di rivedere, alla luce dell’emergenza sanitaria di questo ultimo anno, la modifica alla legge 5 del 2013 dello scorso febbraio 2020 che ha introdotto il distanziometro anche per le realtà esistenti e imposto appena 18 mesi per adeguarsi.

La manifestazione intitolata “NON LASCIATE IL LAZIO ALLE MAFIE”, vuole portare l’attenzione in particolare sull’infiltrazione della criminalità organizzata e del gioco illegale che segue all’effetto espulsivo di leggi regionali come quella laziale e quella piemontese, quest’ultima oggetto di una recente proposta di revisione.

Per questo motivo i lavoratori del gioco legale del Lazio chiedono anche un confronto immediato tra tutte le realtà istituzioni, regionali e comunali, associazioni di volontariato e civiche che si occupano di legalità, associazioni antimafia, antiracket e antiusura e forze dell’ordine.

Anche il tema dell’occupazione è particolarmente sentito: la normativa rischia infatti di far fallire la quasi totalità delle aziende esistenti sul territorio laziale e di far quindi perdere il posto ai loro occupati, che nella sola Roma sono circa 5.000.

Fonti: Romatoday.itGioconews.it

Gioco lecito, il settore in piazza per chiedere la riapertura

Le lavoratrici e i lavoratori del gioco lecito hanno manifestato il 18 febbraio per chiedere la riapertura delle attività e sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sul grave stato di difficoltà in cui versa l’intero settore. L’iniziativa, organizzata nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme di sicurezza sanitaria, ha riempito Piazza Duomo a Milano e Piazza del Popolo a Roma.

La manifestazione, promossa da un gruppo di imprese riunite temporaneamente per l’occasione sotto la sigla ATI Gioco Lecito e sostenuta dalle principali associazioni di categoria, ha raccolto l’adesione di oltre 170 imprese, esercizi pubblici, sale bingo, sale scommesse, sale videolottery e gestori di apparecchi.

La prolungata sospensione delle attività del settore dei giochi pubblici e l’assoluta incertezza sulla data di ripresa stanno colpendo oltre 150.000 lavoratori, per un totale di 400.000 persone incluse le famiglie. L’inattività del gioco legale prosegue ormai da 7 mesi, oltre 210 giorni di chiusura, un primato negativo al livello europeo che ha anche portato a un mancato gettito erariale pari a oltre 4,5 miliardi di euro.

La prima protesta pubblica da parte dei lavoratori del comparto, che hanno manifestato uniti sotto la bandiera di “Lavoratori del Gioco Legale”, è stata tesa a chiedere la riapertura immediata delle attività nelle regioni in regime di “zona gialla”, nel rispetto dei rigidi protocolli anti-Covid già adottati da oltre sei mesi, nonché la convocazione di un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e Associazioni di categoria per trovare una equa soluzione ai diversi problemi che gravano sul settore tra i quali la questione territoriale e l’accesso al credito.

Sul palco si sono avvicendati giornalisti, imprenditori e anche tante lavoratrici e lavoratori che hanno portato la loro voce e le loro storie, chiedendo di poter lavorare e di essere trattati alla pari con altre attività di intrattenimento, che già hanno potuto riaprire in diversi modi. È stata anche un’occasione per ribadire come il gioco legale costituisca un presidio di legalità sul territorio, impedendo l’infiltrazione dell’offerta illecita gestita dalla criminalità organizzata, e un servizio pubblico, frutto di un accordo tra gli imprenditori e lo Stato italiano.

Dalla politica è arrivata un’attenzione inedita nella storia del settore, con esponenti di molte formazioni, sia del governo e dell’opposizione, che dai palchi hanno pubblicamente dichiarato e ribadito il proprio sostegno al comparto. I Lavoratori del Gioco Legale hanno poi inviato una lettera al premier Mario Draghi, chiedendo un incontro per poter dialogare e trovare congiuntamente una soluzione alla crisi.

Eurispes: col distanziometro a rischio più di 15.000 posti di lavoro nel Lazio

Eurispes ha presentato a Roma la ricerca “Gioco pubblico e dipendenze nel Lazio”, curata dal Vice Direttore Ricerche Alberto Baldazzi attraverso le attività dell’Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie.

Lo studio ha toccato molteplici aspetti riguardanti il settore del gioco legale, compreso quello occupazionale: dalle analisi Eurispes emerge che nel Lazio il gioco regolamentato genera attualmente redditi da lavoro per 16.254 in 6.359 aziende. Ulteriori elaborazioni hanno rivelato che se venisse attuato quanto previsto dalla legge regionale dell’ottobre 2018 relativamente al distanziometro, all’espulsione  effettiva dell’offerta del gioco legale nel territorio di Roma Capitale si accompagnerebbe una contrazione degli occupati regionali superiore al 95%.

All’interno del rapporto Eurispes è presente anche un intervento del magistrato Stefano Musolino, Sostituito Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e della Direzione Distrettuale Antimafia, il quale ha sottolineato come la criminalità organizzata preferisca il gioco illegale rispetto all’infiltrazione del comparto legale, per via dei maggiori margini di profitto e della resistenza dell’imprenditoria più strutturata.

Fonte: Gioconews.it

2019-10-23T15:04:16+00:00 23 Ottobre 2019|Tags: , , , , , , , , , |