Osservatorio Censis-Lottomatica sul gioco legale

L’Osservatorio permanente Censis-Lottomatica sul gioco legale in Italia è stato presentato nei giorni scorsi con il suo primo numero. Il rapporto ha evidenziato come, dopo lo stop del 2020, nel 2021 il settore ha garantito un introito alle casse dello Stato di 8 miliardi e 413 milioni di euro.

Secondo la ricerca, l’83,6% degli italiani è convinto che lo Stato debba regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività. Infatti, il 66,8% degli italiani ritiene che lo Stato, attraverso una buona organizzazione sociale del gioco pubblico, sia il vero baluardo contro il gioco illegale.

Tuttavia, viene ribadito come le restrizioni a danno del comparto durante la pandemia abbiano contribuito alla crescita del gioco illegale. Nel 2019 infatti il suo valore era stato stimato in circa 12 miliardi di euro, nel 2020 è salito a 18 miliardi (+50%) e nel 2021 si calcola che possa aver superato i 20.

È dunque essenziale il ruolo dello Stato, che ha avviato diversi progetti a tutela del gioco pubblico. Ad esempio, la legge delega che prevede una regolamentazione unitaria del settore. O ancora, la creazione del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, che ha avuto in questi mesi l’obiettivo di far comprendere la necessità di vigilare sul gioco pubblico.

Fonte: Jamma.tv

Biliardini: no a verifiche e nulla osta

I biliardini sono salvi negli stabilimenti e nelle sale giochi di tutta Italia, e non ci sarà nessuna nuova regolamentazione per questi apparecchi: è la risposta che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha dato in seguito alle multe recapitate in settimana ad alcuni gestori di spazi nei quali è possibile giocare a biliardino.

Ora, in base a una norma inserita nel maxiemendamento al dl Pnrr approvato in Senato, entro il 15 novembre di ogni anno l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si impegna ad individuare gli apparecchi “meccanici ed elettromeccanici che non distribuiscono tagliandi” (tra cui rientrano i biliardini), che saranno esenti dall’obbligo di verifica tecnica e del nulla osta. La mancanza di queste certificazioni comporterà il rischio di sanzioni. Resta fermo, invece, l’obbligo di versamento dell’imposta sugli intrattenimenti.

Intanto, i gestori degli stabilimenti balneari lanciano l’allarme: chi ha dispositivi non autorizzati rischia una sanzione di 4mila euro. Nel mirino un decreto dello scorso anno (n. 65 del 18 maggio 2021), che ha previsto che anche i locali che espongono flipper e biliardini debbano versare l’imposta sugli intrattenimenti (Isi), ovvero quella che si applica ai giochi a pagamento con vincita in denaro.

Fonte: Italia Oggi e Ilsole24ore.com

Federico Freni: “Illegalità e ludopatia da estirpare, serve regolamentazione”

Federico Freni, sottosegretario al Mef con delega ai giochi, in audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, ha dichiarato che l’illegalità rappresenta un cancro da estirpare dal mondo del gioco e che tutte le linee di riforma non possono prescindere dalla valutazione di questo fenomeno. Ha inoltre sottolineato come anche la ludopatia rappresenta un problema, seppur meno manifesto, ma altrettanto grave.

Pertanto, nell’elaborazione delle linee di sviluppo della normativa nel settore gioco, è necessario considerare, per i giocatori e per lo Stato, la tutela dei tre cardini. Innanzitutto, una regolamentazione omogenea del settore gioco; in seguito, la garanzia di un gioco sicuro per i giocatori; e infine un flusso di entrate erariali analogo a quello attuale per lo Stato. Freni ha ribadito come il gettito erariale in crescita non sia indice di un positivo stato di salute del comparto, ma come semplicemente indichi una propensione crescente al gioco. Questo rende necessario aumentare il livello di qualità della regolazione.

Dal punto di vista normativo, tuttavia, Federico Freni ha dichiarato che il settore soffre un’impostazione, risalente al 2016, di continue proroghe delle concessioni, che ha reso impossibile svolgere le gare per il rinnovo delle concessioni stesse. Per questo, bisogna trovare in Conferenza Stato-Regioni una quadra che consenta agli operatori di poter pianificare la propria attività secondo parametri omogenei. L’occasione utile per fare ciò sarà il confronto sulla legge delega di riassetto del gioco che sarà portata all’attenzione del Consiglio dei Ministri e del parlamento.

Fonte: Jamma.tv