Società Italiana Psichiatria: “Registro autoesclusione per arginare GAP”

La Società Italiana di Psichiatria ha rivelato che per prevenire il gioco d’azzardo patologico risulterebbe più efficace puntare sul registro di autoesclusione anziché sul distanziometro.

La società ha infatti svolto una ricerca, dal titolo “Preventive strategies in gambling disorder: a survey investigating the opinion of gamblers in the Lazio region”, basata su un questionario diffuso nelle sale da gioco, negli ambulatori, nelle strutture di ricovero nel Lazio e online, focalizzato sull’impatto di diverse misure legislative in soggetti che avessero giocato per almeno cinque volte nel corso dell’anno precedente. Il campione intervistato ha incluso 289 giocatori patologici, 259 giocatori problematici e 385 giocatori non patologici. I dati sono stati messi a confronto con quanto espresso, in un altro questionario, da psichiatri e psicologi.

Il risultato principale dello studio riguarda le differenze nella percezione del problema, da parte dei soggetti sani e dei patologici, su quelle che sono una serie di misure di contenimento e prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Il limite al numero di partite è inutile per il 61% dei giocatori patologici, contro il circa 40% dei non patologici. Quanto alle fasce orarie per l’apertura delle sale da gioco e l’utilizzo degli apparecchi, il 60% dei giocatori patologici non le ritengono efficaci; ugualmente, il distanziometro è valutato positivamente solo dal 38% dei giocatori patologici, contro il 50% dei non patologici.

Risulta dunque che il distanziometro viene considerato una misura poco efficace per la maggioranza dei giocatori patologici e per un terzo dei medici. È invece reputato più efficace istituire un registro di autoesclusione, secondo l’88,2% degli intervistati, oltre che dare informazioni sui rischi del gioco d’azzardo, limitarne la pubblicità e proibire l’accesso alle sale da gioco ai minori di 18 anni.

Fonte: Gioconews.it