Studio CGIA Mestre sul settore del gioco in Italia

Lo studio realizzato da CGIA Mestre in collaborazione con il Centro Studi As.tro riporta una panoramica sulla situazione del settore del gioco in Italia.

Negli ultimi due anni si sono verificati diversi eventi che hanno avuto un peso notevole sul comparto. Innanzitutto, gli aumenti della tassazione e le leggi regionali con limiti e restrizioni per gli apparecchi, fino alla pandemia, con quasi un anno di chiusura per gli esercizi. L’effetto è stato devastante, soprattutto a partire dal numero di slot collegate, che è stato ridotto. A fine 2021 erano circa 253mila, in 51.837 esercizi in tutta Italia, con un taglio netto del 39% rispetto al 2019.

Nel 2019 il prelievo erariale era arrivato a +24% sulle slot e +8,6% sulle videolotteries, quando è scoppiata l’emergenza sanitaria. In un biennio che viene definito drammatico, con una crisi che ha investito in pieno il settore, la raccolta è crollata del 60%, con una corrispondente riduzione del gettito. In particolare, le entrate erariali sono crollate del 52%, passando da 6,7 miliardi del 2019 a 3,2 miliardi di euro. L’effetto è stato una forte riduzione del margine della filiera, pari al 50% per le videolottery e a quasi il 60% per le slot machine. L’industria ha continuato però ad essere presente con il gioco online, con una spesa annuale che è passata dai 2,6 miliardi del 2020 ai 4,5 miliardi del 2021.

Intanto, le regioni hanno continuato a varare leggi anti-gioco sempre più restrittive. Una soluzione al caos normativo attuale è stata però suggerita dal sottosegretario MEF con delega ai giochi, Federico Freni. Ha infatti chiesto al presidente della conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, di salvaguardare il settore. L’obiettivo è ottenere una sospensione temporanea delle norme locali in attesa che il Governo approvi lo schema di legge delega.

Fonte: Italia Oggi

Osservatorio Censis-Lottomatica sul gioco legale

L’Osservatorio permanente Censis-Lottomatica sul gioco legale in Italia è stato presentato nei giorni scorsi con il suo primo numero. Il rapporto ha evidenziato come, dopo lo stop del 2020, nel 2021 il settore ha garantito un introito alle casse dello Stato di 8 miliardi e 413 milioni di euro.

Secondo la ricerca, l’83,6% degli italiani è convinto che lo Stato debba regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività. Infatti, il 66,8% degli italiani ritiene che lo Stato, attraverso una buona organizzazione sociale del gioco pubblico, sia il vero baluardo contro il gioco illegale.

Tuttavia, viene ribadito come le restrizioni a danno del comparto durante la pandemia abbiano contribuito alla crescita del gioco illegale. Nel 2019 infatti il suo valore era stato stimato in circa 12 miliardi di euro, nel 2020 è salito a 18 miliardi (+50%) e nel 2021 si calcola che possa aver superato i 20.

È dunque essenziale il ruolo dello Stato, che ha avviato diversi progetti a tutela del gioco pubblico. Ad esempio, la legge delega che prevede una regolamentazione unitaria del settore. O ancora, la creazione del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, che ha avuto in questi mesi l’obiettivo di far comprendere la necessità di vigilare sul gioco pubblico.

Fonte: Jamma.tv

Il Governo valuta proroga di un anno per le concessioni scommesse

Il Governo sta valutando di prorogare le concessioni per la raccolta di scommesse per un altro anno, fino al 2024, in attesa del decreto per il riordino del comparto giochi. La notizia arriva dopo la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla proroga delle concessioni degli apparecchi da gioco fino al 29 giugno 2023.

La proroga delle concessioni dovrebbe essere inclusa nel decreto “Semplificazioni fiscali”, atteso in Consiglio dei ministri entro la metà del mese di giugno. La richiesta della proroga viene giustificata a causa della difficile situazione economica dovuta alla pandemia, oltre che dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara.

Il costo della proroga per ogni agenzia sarebbe pari a 7.500 euro e di 4.500 per i corner, con un incasso erariale stimato di circa 65 milioni di euro all’anno.

Nello stesso provvedimento troveranno spazio anche disposizioni in tema di lotteria degli scontrini. Si prevede infatti l’integrazione del codice lotteria con una o più carte di pagamento registrate all’interno dell’App IO e l’introduzione di una modalità di estrazione istantanea, tramite QR code.

Fonte: Agipronews.it, Jamma.tv, Agimeg.it

Nomisma: confermata crescita del gioco online a discapito del gioco fisico

Nomisma, società di consulenza che ogni anno realizza l’“Osservatorio gioco d’azzardo”, ha rivelato che nel 2021 gli italiani sono tornati a giocare. Nel corso degli ultimi due anni, con la pandemia, si è infatti accelerato il processo di crescita del gioco online. Il comparto, che già cresceva senza sosta da tempo, ha subìto uno sviluppo notevole con le chiusure del gioco fisico, ma sono emerse anche alcune problematiche specifiche.

La pandemia ha frenato il settore: nel 2020 la raccolta è stata di 88,3 miliardi di euro di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite (l’85,3%). E nel 2020 la diminuzione rispetto al 2019 è stata notevole: si è registrato il 20% in meno per la raccolta, il 17% in meno per le vincite e il 33% in meno per la spesa netta. Nel 2021 la raccolta dal gioco è stata di 107 miliardi, in linea con i dati del 2019.

Ma pandemia ha accelerato anche la propensione al digitale e lo studio rivela che si sono modificate le modalità con cui gli italiani si interfacciano con il gioco: negli ultimi cinque anni si è registrato infatti un netto aumento dell’ammontare complessivo delle puntate effettuate nel gioco online (+120%). La fotografia dell’Osservatorio Nomisma rivela poi che nel corso del 2020 i conti attivi per il gioco online erano complessivamente 14,2 milioni, di cui 4,3 milioni di conti nuovi. Complici la pandemia e le limitazioni agli spostamenti imposte dallo scenario Covid e una maggiore propensione al digitale, l’online è oggi il canale di gioco prevalente per un player su tre (31%), con il picco delle scommesse sportive online. Infine, dallo studio condotto da Nomisma emerge il gioco online è prediletto dai giovani giocatori; si rileva infatti che gli over 65 prediligono giocare in luoghi fisici.

Fonte: Gioconews.it

2022-04-14T12:17:30+00:00 14 Aprile 2022|Tags: , , , , |

I sindacati sollecitano il riordino del gioco legale al Ministero del Lavoro

I sindacati di categoria del gioco legale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme alle associazioni datoriali del settore, sono stati ricevuti dalla sottosegretaria al Lavoro Tiziana Nisini, per discutere delle difficili condizioni che vive attualmente il comparto.

Tra gli argomenti affrontati c’è stato anche il riordino del settore, tema sul quale i sindacati hanno annunciato che invieranno ai ministeri competenti un documento unitario contenente le loro valutazioni. Tra le priorità che verranno evidenziate, e che sono state sottolineate dai sindacati durante il colloquio di oggi, c’è la necessità di un progetto di riordino con un’impostazione omogenea, che riguardi l’intero territorio nazionale.

I rappresentanti sindacali hanno sottolineato a riguardo come i diversi provvedimenti su base regionale e, in alcuni casi con autonomie concesse a livello comunale, creino contrasti e disomogeneità che alimentano confusione e situazioni discriminanti tra un territorio e l’altro.

Le altre richieste al ministero hanno incluso anche ulteriori sforzi per tutelare i lavoratori, lasciati in sospeso e in regime di ammortizzatori sociali a causa della prolungata chiusura dei luoghi fisici del gioco.

Fonte: Jamma.tv

2021-06-04T08:59:27+00:00 4 Giugno 2021|Tags: , , , , , , , , |

Riaperture, dal 1° luglio in zona gialla per le sale del gioco pubblico

Le riaperture delle attività commerciali finora chiuse nell’ambito delle misure di prevenzione della pandemia da Covid-19 riguarderanno anche il gioco pubblico. Dal 1° luglio infatti sale slot, sale scommesse , bingo e casinò potranno alzare nuovamente le serrande. Lo ha disposto il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Draghi il 17 maggio, firmato poi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed uscito in Gazzetta Ufficiale.

ll decreto sulle riaperture cita il decreto-legge n. 33 del 2020 per quanto riguarda i protocolli a cui devono attenersi le attività di gioco. Tra le misure di sicurezza, si contano la predisposizione di una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altre nazionalità; il rilevamento della temperatura corporea all’ingresso e l’uso della mascherina.

L’associazione di settore Acadi, aderente a Confcommercio, ha chiesto però al governo di anticipare la riapertura del settore a giugno, quando riapriranno già attività quali ristoranti al chiuso e piscine.

2021-05-19T15:07:10+00:00 19 Maggio 2021|Tags: , , , , , , , , , , |

Protocollo di sicurezza, il 17 maggio è probabile la presentazione alle Regioni

Il protocollo di sicurezza che consentirebbe, se approvato, di poter calendarizzare la riapertura dei punti di gioco legale come sale giochi, scommesse e bingo, potrebbe arrivare alle Regioni lunedì prossimo. Questo vorrebbe dire cominciare, almeno, a pensare ad una calendarizzazione della ripresa per imprese chiuse da oltre sette mesi.

Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha confermato che lunedì potranno valutare le proposte che arriveranno dalla cabina di regia del governo.

Il 17 maggio la cabina di regia esaminerà le proposte di governatori e delle associazioni di categoria circa le date di riapertura dei centri commerciali nel fine settimana piuttosto che quella per consumare al bancone del bar e l’auspicio è che tra le altre ci sia anche la riapertura dei giochi.

Nella settimana tra il 17 e il 21 il governo varerà poi il decreto che riscrive il calendario.

Nei giorni scorsi da più parti era stato evidenziato come la ‘pratica gioco legale’ si fosse in qualche modo arenata a causa delle forti resistenze provenienti dal ministero della Salute.

Determinante per qualsiasi decisione resta il prossimo monitoraggio da cui potrebbero cambiare anche i parametri che definiscono i colori delle regioni, anche se quelli che arriveranno venerdì non forniranno ancora una fotografia piena degli effetti delle riaperture decise il 26 aprile, ma solo dei primi giorni.

Non c’è, va detto, ancora l’accordo nella maggioranza sulle riaperture, con il centrodestra in pressing per accelerare la ripartenza di tutti i settori ancora fermi e l’asse LeU-Pd a ribadire la necessità di mantenere una linea di prudenza e gradualità nelle scelte in modo che le riaperture siano irreversibili. Il risultato è che la cabina di regia politica per il ‘tagliando’ alle misure in vigore che Lega, Forza Italia e IV volevano entro la settimana del 9-16 maggio è stata fissata dal premier proprio per il 17, dove appunto potrebbe essere esaminato il protocollo di sicurezza.

Fonte: Jamma.tv

Ipsos e Luiss, col lockdown 4 milioni di giocatori passati all’illegale

Ipsos e Luiss Business School hanno avviato il Progetto sul Settore del Gioco nell’ambito dell’Osservatorio sui mercati regolati, per tracciare gli effetti pesantemente negativi del Covid-19 sul gioco legale.

Secondo le prime rilevazioni del progetto, nel 2020 con la chiusura dei punti fisici c’è stato infatti un significativo crollo del gioco in presenza del 41%: il valore di spesa è passato dai 19,4 miliardi di euro del 2019 ai 13 miliardi del 2020, in calo del 33%. Con ricadute importanti anche per le casse pubbliche: il gettito erariale del settore è crollato del 41%, passando da 11,4 a 6,7 miliardi.

Sono aumentati invece i rischi per la pubblica sicurezza: le prime stime della ricerca fanno temere che l’aumento del mercato illegale potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori, non tutti pienamente consapevoli di questa scelta, soprattutto per quanto riguarda l’offerta online dove è più difficile discernere i siti autorizzati da quelli fuorilegge.

Ipsos e Luiss Business School ora partiranno dall’analisi congiunta di queste evoluzioni del mondo del gioco legale per fornire supporto scientifico ai decisori pubblici, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alle società concessionarie di gioco pubblico, agli operatori della filiera, agli stakeholder della società civile.

Il presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli ha dichiarato: “L’obiettivo del progetto è di agevolare sempre più uno sviluppo sostenibile del comparto dei giochi, fornendo sostegno alle migliaia di lavoratori ed esercenti e sostenendo la rete distributiva che è presidio di legalità. Questi temi sono nell’interesse comune del settore pubblico e dei suoi concessionari, nel breve, medio e lungo termine”.

Il professor Raffaele Oriani, ordinario di Finanza Aziendale dell’Università Luiss, ha poi sottolineato: “per salvaguardare un mercato essenziale per la nostra economia, strumento di contrasto a fenomeni di illegalità ed evasione fiscale, è necessario aggiornare la regolamentazione del gioco legale, rendendolo più funzionale al contrasto di potenziali rischi per gli utenti”.

Fonte: Ilgiornale.it

Lockdown, un miliardo di euro in meno per il MEF dai giochi in soli due mesi

Il lockdown sui luoghi fisici del gioco continua a impattare negativamente anche sulle finanze pubbliche. Gli incassi per entrate del bilancio dello Stato da lotto, lotterie ed altre attività di gioco a gennaio e febbraio 2021 sono stati pari a 409,5 milioni di euro (-71% rispetto agli 1,4 miliardi dei primi mesi del 2020). Praticamente azzerato il Preu applicato su Slot e Vlt, un dato che risente della chiusura della rete legale dei giochi per l’emergenza Covid: solo 93 milioni di euro, a fronte di oltre un miliardo del primo bimestre dello scorso anno, il 91,2% in meno. Sono i dati del Conto Riassuntivo del Tesoro, pubblicato dal ministero dell’Economia.

Sono quindi 190,9 milioni di euro i proventi del lotto (-15,6%), 35,7 milioni gli altri proventi delle attività di gioco (-15,3%), 64,9 milioni rappresentano la quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici (+54%) e 8,5 milioni arrivano dal diritto fisso erariale sui concorsi pronostici (-12%).

A questi si aggiungono poco più di 417.000 euro dal versamento di somme da parte dei concessionari di slot e VLT (-93,6%), nonostante il lockdown da più di un anno, oltre 271 milioni dalle lotterie nazionali ad estrazione istantanea (+0,85%) e 33,5 milioni arrivano dai proventi relativi ai canoni di concessione per la gestione della rete telematica relativa agli apparecchi da divertimento e intrattenimento e ai giochi numerici a totalizzatore nazionale (-63,3%). Infine, 108,4 milioni arrivano dalla ritenuta del 6% sulle vincite del gioco del lotto (+16,3%).

Fonte: Agipronews.it

2021-04-02T14:28:15+00:00 2 Aprile 2021|Tags: , , , , , , , , , , , |

Lockdown, è calato il gioco fisico ma non quello online

Il lockdown dello scorso anno tra marzo e maggio ha determinato un calo delle attività di gioco sia fisiche che online. Quando le restrizioni sono state successivamente allentate le giocate fisiche sono però rimaste sotto il dato prepandemico, anche a causa della mancata riapertura delle sale, mentre il gioco online ha raggiunto una percentuale superiore.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’ISS in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la rete Oncologica (ISPRO), l’Università degli studi di Pavia e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sull’abitudine al gioco degli italiani.

Lo studio ha interessato un campione della popolazione italiana di età compresa tra 18 e 74 anni; i dati raccolti riguardano le abitudini di gioco nel periodo di lockdown (27 aprile – 3 maggio 2020) confrontati con le abitudini precedenti la pandemia e con una successiva fase di restrizioni parziali (27 novembre – 20 dicembre 2020).

Nello specifico, il gioco d’azzardo terrestre è diminuito dal 9,9% del periodo precedente la pandemia al 2,4% nel periodo di lockdown, per poi arrivare all’8% nel periodo di restrizioni parziali. Il gioco online invece passa dal 10% del periodo precedente la pandemia all’8% nel lockdown, per salire al 13% nel periodo di restrizioni parziali. La media complessiva restituisce quindi un dato del 16,3% per il periodo prepandemico, del 9,7% durante il lockdown, per poi risalire al 18% nel periodo successivo.

Durante il periodo di lockdown è inoltre aumentato di circa un’ora il tempo trascorso a giocare e la platea dei giocatori: circa l’1% circa degli intervistati ha affermato di aver giocato per la prima volta.

Fonte: Repubblica.it