Trieste, convegno sul gioco: “Vietarlo fa triplicare i giocatori patologici”

Trieste ha ospitato il 3 giugno scorso il convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani“, organizzato dal Comune di Trieste, da SiiPaC e dall’Istituto Milton Friedman.

L’evento è stato voluto per riflettere sugli effetti di un’eventuale normativa contro il gioco d’azzardo, anche alla luce della collocazione frontaliera della città, come ha spiegato Lorenzo Giorgi, Assessore al Volontariato del Comune di Trieste: “Se nel resto del Paese il gioco presenta degli aspetti problematici, nella nostra città la situazione è complicata dalla vicinanza alla frontiera. Chi vuole giocare ha un’alternativa ai concessionari italiani: basta fare qualche chilometro e trova tutta l’offerta di Casinò sloveni e slot machine accessibili senza problemi. Oltre a portare i soldi italiani fuori dai nostri confini, non offrono alcuna garanzia e protezione al giocatore”.

Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luigi Nevola, fondatore dell’associazione La Sentinella, che si è soffermato sulla carenza di corretta informazione sul tema della ludopatia e sulle conseguenze negative dell’approccio proibizionista: “Le informazioni diffuse sui media, sono spesso fantasiose e in contrasto tra loro. Se vogliamo sapere quanti sono i giocatori patologici in Italia, troviamo cifre che vanno da 12 milioni a 12.000! Noi abbiamo fatto alcune indagini sul territorio di Bolzano e abbiamo visto come il divieto introdotto dalla legge provinciale ha provocato l’arrivo di un’offerta illegale diffusissima e in meno di un anno ha fatto triplicare i giocatori patologici”.

Anche Cesare Guerreschi, fondatore di Siipac, ha toccato il divario tra percezione e reale entità del problema della dipendenza da gioco: “L’allarme vero dovremmo avvertirlo per la dipendenza da tecnologia” – ha detto – “Io che ho seguito l’alcolismo per ben 28 anni. Ho visto il fenomeno espandersi in maniera esponenziale, poi calare considerevolmente e assestarsi a un livello che si è mantenuto negli anni. Per il gioco abbiamo già vissuto la prima fase di crescita. Adesso siamo in una fase leggermente calante e dobbiamo prepararci a gestire quello che possiamo definire la quota fisiologica di dipendenza”.

Fonte: Triesteallnews.it