Doxa: il distanziometro e i limiti orari sono inefficaci e dannosi

Doxa ha presentato un nuovo studio dal titolo “Gli effetti del distanziometro e dei limiti orari”, da cui emerge una valutazione negativa riguardo all’efficacia di queste due misure nel contrasto alla ludopatia sulla base delle risposte fornite da un campione di giocatori intervistato appositamente.

Tra le principali rilevazioni, presentate dalla responsabile della sede di Roma di BVA-Doxa Sonia Biondi, è emerso come la netta maggioranza dei giocatori sia disposta a spostarsi per continuare la propria attività: se chiudesse infatti un luogo di gioco abituale per effetto del distanziometro, il 65% del campione si sposterebbe presso un’altra attività o giocherebbe online, mentre solo il 12% smetterebbe del tutto di giocare.

I giocatori poi sono tutti d’accordo nel pretendere maggiore rispetto e maggiore correttezza dai media, per evitare di essere criminalizzati e per rendere evidente come quasi tutti giochino per svago e divertimento.

All’evento di presentazione sono intervenuti anche: Luciano Monti, Direttore scientifico Fondazione Bruno Visentini e Professore della LUISS, che ha sottolineato il ruolo dell’educazione nel contrasto al gioco patologico; Luca Giacobbe, avvocato, che ha segnalato gli effetti penalizzanti delle misure proibizioniste sugli operatori legali; il senatore Riccardo Pedrizzi, già Presidente VI Commissione Permanente Finanze e Tesoro del Senato, che ha ribadito l’allarme per la crescita del gioco illegale nei vuoti lasciati dalla controparte pulita; Maurizio Bernardo, già Presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, che ha criticato l’approccio schizofrenico e proibizionistico da parte delle autorità pubbliche, e Domenico Faggiani, Coordinatore Nazionale gioco patologico ANCI, che ha ribadito la necessità di un riordino di tutta la normativa in materia di gioco pubblico.

Fonte. Agimeg.it

2019-10-31T11:53:34+00:00 31 Ottobre 2019|Tags: , , , , , , , |

Nelle Marche 5,6 milioni di euro per il piano Gap 2019-2021

Nelle Marche, la seduta del 3 settembre del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche ha riportato al centro dell’attenzione il Piano Gap 2019-2021, per il quale sono stati stanziati circa 1.878.000 euro all’anno di finanziamenti, per un totale di 5,6 milioni.

Approvato a luglio dalla commissione Sanità del Consiglio Marche, il nuovo Piano regionale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio dal gioco d’azzardo patologico e da nuove patologie e social network (dipendenze digitali) si prefigge di proseguire quello del biennio 2017-2018, non completamente realizzato per via del blocco dei finanziamenti ministeriali sopraggiunto nel 2018.

I principali obiettivi del nuovo testo includono:

  • Informare e sensibilizzare la più vasta platea di persone di possibile attraverso: incontri nelle scuole rivolti a studenti, genitori e docenti; offerta di nuovi stimoli sociali, culturali e ricreativi a persone in pensione in modo che non incorrano nel gioco d’azzardo; condivisione di nozioni e informazioni da parte degli operatori interessati con una campagna informativa multimediale regionale;
  • Promuovere attività ludico-ricreative e la sana gestione del tempo libero tramite incontri pubblici e laboratori esperienziali;
  • Salvaguardare i giocatori patologici e problematici informandoli efficacemente sull’offerta delle diverse possibilità di cura e dei servizi di assistenza e tutela legale ed economica;
  • Garantire interventi di reinserimento nel tessuto societario e lavorativo a sostegno del progetto di cura, con trattamenti riabilitativi residenziali e semi-residenziali;
  • Monitorare e valutare a livello regionale gli interventi di prevenzione predisposti e le azioni attuate dai Comuni per ridurre l’offerta del gioco, oltre a momenti di formazione e aggiornamento per gli operatori e i soggetti interessati.

Il Piano ha anche tracciato una panoramica della diffusione del gioco d’azzardo sul territorio: lo studio Gaps – Gambling Adult Population Survey, frutto della convezione tra la Regione Marche e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, a cura dell’ Istituto di Fisiologia Clinica, ha rilevato, tramite l’invio di 8.650 questionari a residenti in 25 comuni, che nel 2018   ha giocato il 40,9% della popolazione regionale, con un’età compresa tra 15 e 74 anni. È emerso anche che il Gratta&Vinci è stato il gioco più diffuso, coinvolgendo l’81,1% dei giocatori, seguito da Superenalotto (34,8%), Lotto (28,2%) e scommesse sportive (25%).

Lo studio ha mostrato inoltre che nelle Marche si osserva una maggiore polarizzazione dei comportamenti di gioco rispetto al dato nazionale. La percentuale di giocatori non a rischio è più alta che nel resto d’Italia così come lo è la percentuale di giocatori a rischio severo.

Fonte: Gioconews.it

2019-09-06T13:33:20+00:00 6 Settembre 2019|Tags: , , , , , , , |

Trieste, convegno sul gioco: “Vietarlo fa triplicare i giocatori patologici”

Trieste ha ospitato il 3 giugno scorso il convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani“, organizzato dal Comune di Trieste, da SiiPaC e dall’Istituto Milton Friedman.

L’evento è stato voluto per riflettere sugli effetti di un’eventuale normativa contro il gioco d’azzardo, anche alla luce della collocazione frontaliera della città, come ha spiegato Lorenzo Giorgi, Assessore al Volontariato del Comune di Trieste: “Se nel resto del Paese il gioco presenta degli aspetti problematici, nella nostra città la situazione è complicata dalla vicinanza alla frontiera. Chi vuole giocare ha un’alternativa ai concessionari italiani: basta fare qualche chilometro e trova tutta l’offerta di Casinò sloveni e slot machine accessibili senza problemi. Oltre a portare i soldi italiani fuori dai nostri confini, non offrono alcuna garanzia e protezione al giocatore”.

Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luigi Nevola, fondatore dell’associazione La Sentinella, che si è soffermato sulla carenza di corretta informazione sul tema della ludopatia e sulle conseguenze negative dell’approccio proibizionista: “Le informazioni diffuse sui media, sono spesso fantasiose e in contrasto tra loro. Se vogliamo sapere quanti sono i giocatori patologici in Italia, troviamo cifre che vanno da 12 milioni a 12.000! Noi abbiamo fatto alcune indagini sul territorio di Bolzano e abbiamo visto come il divieto introdotto dalla legge provinciale ha provocato l’arrivo di un’offerta illegale diffusissima e in meno di un anno ha fatto triplicare i giocatori patologici”.

Anche Cesare Guerreschi, fondatore di Siipac, ha toccato il divario tra percezione e reale entità del problema della dipendenza da gioco: “L’allarme vero dovremmo avvertirlo per la dipendenza da tecnologia” – ha detto – “Io che ho seguito l’alcolismo per ben 28 anni. Ho visto il fenomeno espandersi in maniera esponenziale, poi calare considerevolmente e assestarsi a un livello che si è mantenuto negli anni. Per il gioco abbiamo già vissuto la prima fase di crescita. Adesso siamo in una fase leggermente calante e dobbiamo prepararci a gestire quello che possiamo definire la quota fisiologica di dipendenza”.

Fonte: Triesteallnews.it

Eurispes: col distanziometro in Piemonte meno legalità e meno lavoro

Eurispes ha rilevato che la legge regionale piemontese sul gioco, che ha imposto il cosiddetto distanziometro su tutto il territorio, ha causato un crollo dell’offerta di gioco dell’80%, la perdita di 5.200 posti di lavoro e favorito la ricomparsa del gioco illegale. I dati sono raccolti nello studio “Gioco pubblico e dipendenze in Piemonte”, presentato a Palazzo Cisterna a Torino il 7 maggio 2019.

Tra marzo 2017 e settembre 2018, secondo la ricerca, si è verificata una riduzione drastica del numero degli esercizi che propongono l’offerta del gioco: i punti vendita generalisti sono scesi da 6.241 a 1.788, il numero di apparecchi AWP da 26.134 a 12.468. La previsione della di perdita occupazionale complessiva tra la fine del 2017 ed il 2019 è di oltre 5.200 addetti.

La diminuzione dei volumi di gioco sulle AWP è stata tra il 2016 e il 2018 del 44%, pari a un calo di 876 milioni di Euro. In Piemonte si è però continuato a giocare, anche più che in precedenza, sottolinea Eurispes: il surplus di raccolta dell’anno scorso rispetto al 2016 è stato infatti di 103.508.278,72 euro.

La piena applicazione della legge regionale, prevista per il 2019, comporterà di fatto l’espulsione degli apparecchi da gioco da buona parte dei territori piemontesi, determinando così un calo complessivo della raccolta di Vlt e AWP di oltre due miliardi di Euro.

Si è infine registrato un aumento del gioco illegale, con apparecchi alterati o vietati: se nel 2016 i sequestri erano stati 51, nel 2017 sono impennati a 2.443, per poi rientrare, ma comunque aumentando, nel 2017 con 102 e nel 2019 con 251.

Come ha rilevato il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, interpellato da Eurispes, il gioco illegale danneggia in primo luogo il giocatore, soprattutto se ludopatico: “[…] che non avrà alcuna garanzia sulla regolarità del gioco, sulle probabilità di vincita, e sul rapporto di cash-out erogato dal dispositivo, che, di norma, sono sempre a vantaggio dei componenti del sodalizio criminoso”.

Fonte: Eurispes

2019-05-10T09:59:53+00:00 10 Maggio 2019|Tags: , , , , , , , , |

Agcom: linee guida per gli operatori sulla pubblicità del gioco

Agcom ha pubblicato delle linee per fornire chiarimenti interpretativi e un orientamento agli operatori del settore per la corretta applicazione dell’articolo 9 del Decreto Dignità. Le linee guida, secondo l’Autorità, sono state stilate tenendo conto di alcuni principi come il contrasto del gioco illegale e la riconoscibilità dell’offerta autorizzata rispetto a quella illegale, la trasparenza dei servizi offerti in modo da favorire decisioni consapevoli e la protezione rafforzata delle categorie vulnerabili, con particolare riferimento ai minori e ai giocatori patologici.

Ribadito il divieto di pubblicità, di sponsorizzazione o di comunicazione commerciale del gioco con vincita in denaro, come previsto dal Decreto Dignità. Sono vietati il product placement, la distribuzione di gadget brandizzati dei prodotti di gioco, l’organizzazione di eventi con premi costituiti da prodotti brandizzati, le manifestazioni a premio, la pubblicità redazionale e la pubblicità, diretta e indiretta, effettuata dagli influencer.

Saranno consentite, all’interno dei punti vendita di gioco e sui siti web degli operatori, le informazioni sulle caratteristiche del prodotto e del servizio di gioco offerto, perché risultano funzionali a consentire scelte di gioco consapevoli; anche l’esposizione delle vincite realizzate presso un punto vendita non costituisce pubblicità vietata ed è permesso pubblicizzare degli eventi che si tengono all’interno di casinò o sale da gioco, a patto che la comunicazione «non abbia lo scopo di una promozione, anche indiretta, del gioco a pagamento.

Nessun divieto infine per i domini dei siti; esulano dall’ambito di applicazione del divieto i cosiddetti servizi gratuiti di indicizzazione mediante algoritmo forniti direttamente dai motori di ricerca o dai marketplace che consentano all’operatore di gioco di avere un posizionamento migliore nei risultati di ricerca dell’utente, una volta che quest’ultimo abbia già inserito la specifica query relativa al gioco a pagamento nel motore di ricerca o nel marketplace.

Via libera alle comunicazioni commerciali business to business, incluse quelle diffuse sulla stampa specializzata e all’organizzazione di fiere sul gioco a pagamento destinate agli operatori di settore. Saranno consentite le comunicazioni di responsabilità sociale di impresa, come le campagne informative sui giochi vietati, sui fattori di rischio, i corsi di formazione sulla ludopatia riservati agli operatori di gioco.

 

Fonte: Agipronews.it

2019-05-03T10:51:54+00:00 3 Maggio 2019|Tags: , , , , , , , |

Istituto Friedman: “Il proibizionismo sul gioco rischia di aggravare i casi di ludopatia”

Il proibizionismo sul gioco d’azzardo, compresi i cosiddetti distanziometri introdotti da molte amministrazioni comunali e regionali, rischia di ottenere l’effetto opposto a quello che vorrebbe raggiungere, aggravando i casi di ludopatia. La considerazione è emersa nel corso del convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani” organizzato dall’Istituto Milton Friedman e da Siipac – Società italiana per gli interventi sulle patologie compulsive lo scorso 19 aprile.

Cesare Guerreschi, medico e fondatore del Siipaac, ha citato a proposito i risultati di una ricerca dell’Università di Sydney che “hanno dimostrato che interrompere un giocatore davanti ad una macchina comporta una maggiore compulsività”, ribadendo quindi che “la vera soluzione per contrastare il fenomeno della dipendenza è sempre la prevenzione, insieme alla formazione”.

Anche Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo – dove si è tenuto il convegno – ha portato la propria esperienza di amministratore pubblico a supporto della tesi: “Conosco anche direttamente casi di giocatori patologici e forse, proprio per questo, ho capito che il divieto non serve ad evitare questi problemi ma piuttosto rischia di aggravarli”.

Nel corso dell’evento si è poi sottolineato come le misure proibizionistiche tendano inevitabilmente a favorire la ricomparsa del gioco illegale, incontrollabile e quindi molto più pericoloso.

Fonte: Gioconews.it 

2019-04-26T10:43:59+00:00 26 Aprile 2019|Tags: , , , , , , |

Università Cattolica: “Non c’è prova che l’aumento delle tasse sul gioco combatta la ludopatia”

Una ricerca dell’Osservatorio CPI dell’Università Cattolica ha concluso che non ci siano prove che aumentare la tassazione sul gioco serva a contrastare la ludopatia. Secondo il rapporto, gli aumenti della tassazione voluti dall’attuale governo, secondo cui avrebbero colpito principalmente le imprese del settore, andranno invece a gravare sui giocatori e sarebbero voluti principalmente per motivi di finanza pubblica, dato che porteranno fino a un miliardo di Euro in più all’anno nelle casse dello Stato.

Gli aumenti di tassazione degli anni passati peraltro hanno riguardato principalmente le AWP e le VLT, che costituiscono una parte importante ma non maggioritaria della raccolta del gioco in Italia, secondo i dati relativi al 2018.

2019-03-15T16:00:58+00:00 15 Marzo 2019|Tags: , , , , , , , |

Guardia di Finanza: in Piemonte l’evasione legata al gioco è quintuplicata dopo la legge regionale

Il generale Giuseppe Grassi, comandante regionale della Guardia di Finanza, ha dichiarato che in Piemonte l’evasione legata al gioco d’azzardo è passata da 950.000 Euro nel 2017 a quasi quattro milioni e mezzo nel primo semestre dell’anno in corso, dopo l’entrata in vigore della legge regionale di contrasto alla ludopatia che ha imposto limiti molto più restrittivi alle attività di gioco legale.

“Abbiamo registrato un incremento di circa il 22% (del volume di gioco non registrato n.d.r.) per quanto riguarda il gioco online, mentre per quanto riguarda il Piemonte il fenomeno della criminalità organizzata che si infiltra nel gioco d’azzardo non ha ancora superato la soglia di criticità” ha poi spiegato Grassi.

Fonte: Jamma.tv

2018-10-31T11:25:27+00:00 31 Ottobre 2018|Tags: , , , , , |

Decreto sul gioco: previsti cento milioni alle Regioni in due anni per il contrasto alla dipendenza

Il nuovo schema di decreto del Ministero della Salute per il riparto del fondo per il contrasto alla dipendenza da gioco, inviato in Conferenza Stato-Regioni, prevede uno stanziamento di cento milioni di Euro alle Regioni tra il 2018 e il 2019, destinati alla prevenzione e alla cura della ludopatia.

La  ripartizione è stata effettuata sui criteri per quote di accesso e non in base alle effettive necessità regionali: il Sistema informatico nazionale per rilevare i giocatori a rischio di ludopatia deve infatti essere ancora avviato. La quota maggiore dei fondi è destinata quindi alla Lombardia.

Fonte: https://www.jamma.tv/politica/prevenzione-e-cura-ludopatia-nel-biennio-2018-2019-destinati-100-milioni-alle-regioni-130330

2018-10-22T14:07:31+00:00 22 Ottobre 2018|Tags: , , , , , , , |

A Chivasso pubblico e privato uniti per sconfiggere il gioco patologico

Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblica amministrazione e imprenditoria del gioco legale uniti nella lotta alla ludopatia, nonché concordi nel dare un costruttivo assetto ai rapporti istituzionali tra PA e i soggetti privati: il Comune di Chivasso e Dandy S.r.l., società che gestisce la sala giochi Las Vegas by Playpark, sita in Stradale Torino, hanno siglato un accordo, ai sensi dell’Art. 11 della Legge 241/1990, per promuovere seminari ed incontri di sensibilizzazione alla problematica della dipendenza da gioco, in collaborazione anche con la AST locale, che stabilmente partecipa al tavolo tecnico di lavoro sulla specifica tematica. Anche gli operatori del gioco legale, come le istituzioni, sono infatti impegnati a contrastare il gioco patologico, promuovendo un approccio consapevole ed equilibrato all’attività ludica.

Nel dettaglio la società verserà 3.500,00 Euro al Comune, vincolati all’organizzazione dei seminari e degli incontri, vieterà l’accesso all’esercizio ai minori di ventun anni, con obbligo di richiesta dell’esibizione del documento di identità, nei casi in cui l’età non sia chiaramente manifesta, e garantirà un servizio di guardiania in sala nelle ore di apertura notturne, per un minimo di sette ore giornaliere.

Il Comune da parte sua consentirà una deroga agli orari di apertura e di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento rispetto all’ordinanza sindacale vigente, ma comunque in assoluta conformità a quanto previsto dalla legge regionale piemontese, di per sé già particolarmente rigida.

http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2018/09/13/news/la-sala-giochi-finanzia-corsi-sui-rischi-della-ludopatia-1.17241720

2018-12-19T09:26:09+00:00 20 Settembre 2018|Tags: , , , , , , , |

Porro (Il Giornale): sul gioco vediamo di smontare alcuni luoghi comuni

Nicola Porro, Vicedirettore de Il Giornale, ha dedicato la sua rubrica “Zuppa di Porro” del 9 luglio scorso al tema del gioco d’azzardo e della ludopatia, prendendo spunto dal divieto di pubblicità contenuto nel decreto approvato dal governo nei giorni precedenti.  Nell’articolo, Porro ha contestato cinque falsi luoghi comuni, dalla ludopatia come emergenza sociale all’efficacia stessa del divieto.

Un estratto dell’articolo è stato riportato online da AgiMeG: https://www.agimeg.it/pp/nicola-porro-vicedir-il-giornale-su-giochi-e-ludopatia-cinque-luoghi-comuni-da-smontare

2018-12-19T09:28:56+00:00 17 Luglio 2018|Tags: , , , , , |

Lo psichiatra Paolo Crepet: sulla ludopatia serve più serietà

Lo psichiatra Paolo Crepet, in un’intervista rilasciata a Il Giornale il 4 luglio scorso, ha affrontato il tema della lotta alla ludopatia. Crepet ha sottolineato la mancanza ad oggi di studi scientifici di carattere nazionale e ha messo in guardia dagli allarmismi e dalle percezioni non fondate su dati verificati.

L’intervista è disponibile qui: http://www.ilgiornale.it/news/politica/guerra-gioco-dazzardo-spot-cercare-consensi-1548431.html

2018-12-19T09:29:31+00:00 17 Luglio 2018|Tags: , , , , |