Tar Lombardia annulla i limiti orari a Trezzo sull’Adda (MI)

Il Tar Lombardia ha annullato i limiti orari per le sale giochi di Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano. Il tribunale ha così accolto il ricorso presentato da una società titolare di una sala slot contro l’ordinanza sindacale dello scorso febbraio, che prevedeva lo stop delle sale dalle 19:00 all’1:00.

La sentenza dichiara che l’atto limitativo del Sindaco era stato adottato nella completa assenza di specifica attività istruttoria. I giudici, infatti, ricordano che il potere di regolamentare gli orari di apertura delle sale giochi dev’essere esercitato tenendo conto anche degli interessi degli operatori. Al contrario, le esigenze di contrasto alla ludopatia non devono compromettere l’attività degli operatori titolari di specifiche autorizzazioni.

Di conseguenza, il Tar ha sottolineato l’obbligo per i Comuni di svolgere accurate indagini e di confrontarsi con gli operatori del settore prima di applicare le limitazioni orarie.

Fonte: Agipronews.it

Tar Lombardia accoglie due ricorsi: ingiustificate le restrizioni alle attività

Il Tar Lombardia ha accolto due ricorsi presentati contro due Comuni della regione, in cui si chiedeva l’annullamento delle rispettive ordinanze sindacali aventi ad oggetto i nuovi orari di esercizio per le sale giochi, sale VLT e sale scommesse, e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro.

I Comuni avevano approvato il Regolamento per il contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico, fissando le fasce di interruzione orarie stabilite nel regolamento, salvo poi revocarlo in autotutela. Sono stati così fissati nuovi orari di apertura per sale giochi e per il funzionamento degli apparecchi, con l’esclusione delle attività di gioco tramite lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo (gratta e vinci, 10 e lotto, ecc.).

Sebbene tra i criteri indicati nel Regolamento vi sia quello dell’obbligo di non penalizzare determinate tipologie di gioco, l’ordinanza impugnata riguardava soltanto gli apparecchi e la raccolta fisica di scommesse escludendo altre categorie di gioco. Le motivazioni alla base dell’ordinanza impugnata sono inoltre ascrivibili all’esigenza di far fronte al dilagare di fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo patologico nei due Comuni.

Il Tar Lombardia ha stabilito in seguito che il provvedimento impugnato non forniva dati di rilievo in relazione allo specifico ambito territoriale, soprattutto per quanto riguarda il numero dei giocatori patologici. È stato dunque concluso che, in base a questi dati, la restrizione delle attività di gioco non può essere giustificabile.

Fonte: Jamma.tv

Veneto: un organismo di consulenza e nuovi divieti nella futura normativa sul gioco

È prevista per il 3 settembre la riunione del Consiglio del Veneto con all’ordine del giorno la discussione della prossima normativa per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico.

Il nuovo Testo unificato, in merito al quale sono stati auditi diversi stakeholder, utilizza come riferimento il testo del Disegno di legge n.395 della Giunta “Norme sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico”, integrandolo con altri tre Progetti di legge di iniziativa consiliare.

La nuova normativa si prefigge la creazione, presso la Giunta regionale, di un organismo permanente di consulenza, studio, implementazione e valutazione delle politiche sociosanitarie in materia di dipendenza dal gioco.

Sono previste anche misure per tutelare più efficacemente i soggetti maggiormente a rischio, come il divieto di collocare macchine da gioco a una distanza minima prestabilita dai luoghi considerati sensibili: 300 metri per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e di 500 metri per quelli che superano le 5.000 persone.

I Comuni si impegnano inoltre a disciplinare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, gli orari di attività delle apparecchiature da gioco, con interruzioni fino a sei ore al giorno secondo quanto previsto dall’intesa sottoscritta ai sensi della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

Secondo le ultime indiscrezioni, l’unica eccezione all’applicazione di questi divieti sarebbe costituita dagli apparecchi da gioco che non comportano vincite in denaro.

Fonte: Gioconews.it

2019-09-03T10:13:18+00:00 30 Agosto 2019|Tags: , , , , |

TAR di Brescia: “Non motivati i limiti orari al gioco a Roè Volciano, provvedimento annullato”

Il TAR di Brescia ha annullato il provvedimento del Comune di Roè Volciano che poneva limiti orari all’accensione di slot e vlt, accogliendo così il ricorso presentato da una sala da gioco: secondo i giudici le limitazioni orarie, imposte dall’amministrazione locale lo scorso settembre, sono state adottate senza una adeguata istruttoria che dimostrasse la rilevanza del fenomeno nello specifico territorio e con motivazioni carenti.

Nella sentenza si afferma che, poiché per gli apparecchi da gioco il bilanciamento tra libertà di iniziativa economica e tutela della salute è stato già affrontato dal legislatore, che lo ha disciplinato, ulteriori limitazioni possono essere giustificate solo se precedute una puntuale indagine riferita alla specifica situazione rilevabile sul territorio comunale, che abbia fatto emergere la loro necessità e utilità. Situazione che non si è verificata col provvedimento del Comune, dato che quest’ultimo si è limitato a basare le proprie scelte su studi riguardanti la situazione dell’intera provincia e a uniformarsi alle indicazioni generali ricavate da tali studi e accordi di programma generici.

Il provvedimento imponeva il divieto di accensione degli apparecchi da gioco nel territorio comunale dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

Fonte: Agipronews.it

2019-03-26T11:18:59+00:00 26 Marzo 2019|Tags: , , , , , , , , , |