Unioncamere: oltre 7.000 le imprese del gioco

Unioncamere, attraverso la sua piattaforma Infocamere, ha pubblicato i dati statistici sull’imprenditoria in Italia. A fine 2019 erano 6.091.971 le imprese esistenti in Italia, in crescita netta di 28.000 unità sull’anno precedente.

Nel settore del gioco ne erano registrate 8.050, di cui però 7.077 attive: 512 avevano infatti cessato l’attività, mentre 556 avevano subito variazioni per quanto riguarda la registrazione. Per quanto concerne la forma giuridica, 2.876 erano in forma di imprese individuali, 4.000 società di capitale e 1.139 società di persone.

Il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, nel commentare il quadro generale, ha rilevato come “Si accentua nel 2019 il turnover delle nostre imprese. Le incertezze del contesto internazionale  si fanno sentire soprattutto in quei settori più esposti alla concorrenza dei mercati”.

Il settore del gioco legale nel nostro Paese risente dei frequenti aumenti del Preu e dell’introduzione di misure restrittive quali limitazioni orarie e i cosiddetti distanziometri.

Fonte: Jamma.tv

2020-01-29T11:46:03+00:00 29 Gennaio 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

CGIA Mestre: 3.700 lavoratori del gioco legale a rischio in Emilia-Romagna

La CGIA Mestre ha presentato a Bologna il “Primo Report sul gioco legale in Emilia Romagna”, realizzato su incarico di As.Tro., che ha analizzato gli effetti sull’occupazione e sul gettito erariale provocati dalla legge regionale che ha imposto il distanziometro di 500 metri per gli apparecchi da gioco, con un’applicazione retroattiva che ha costretto molte sale giochi al trasferimento o alla chiusura.

Secondo le stime del centro studi, la piena applicazione della legge, in un contesto in cui il settore è già gravato dai continui aumenti del prelievo erariale e della tassazione, causerà la perdita del lavoro per ben 3.700 dei 5.200 addetti attualmente occupati nel settore sul territorio emiliano e romagnolo. Anche le casse pubbliche ne risentiranno, con una contrazione del gettito di 502 milioni annui, dei quali 445 del Preu, 24 di canone concessorio e 34 delle altre imposte.

La CGIA Mestre ha anche lanciato un allarme riguardo alla legalità: uno degli effetti della piena applicazione della legge regionale sarebbe infatti un ritorno al gioco illegale, mettendo a rischio la sicurezza dei giocatori. “L’approccio auspicabile è semmai quello di un rafforzamento del ruolo del settore quale presidio di legalità, diversamente si rischia che il suo ridimensionamento lasci pericolosi spazi al gioco illegale” ha commentato a riguardo Andrea Vavolo, uno dei ricercatori coinvolti nello studio.

Fonte: Jamma.tv

2020-01-17T13:54:19+00:00 17 Gennaio 2020|Tags: , , , , , , , , |

ACADI: “Le nuove tasse sul gioco mettono a rischio legalità e occupazione”

ACADI, Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento aderente a Confcommercio, ha lanciato un allarme sui rischi per l’occupazione e la legalità nel settore del gioco legati alle nuove tasse introdotte con la Legge di Bilancio.

In un’intervista a Il Giornale, il presidente ACADI Geronimo Cardia ha spiegato che “l’ultimo rapporto sul gioco pubblico ha contato 75 mila occupati full time, quindi una misura per difetto” e come sia quindi “evidente che la messa in sofferenza del comparto può comportare procedure di mobilità da parte delle aziende che avranno un impatto diretto”.

Inoltre, ha rimarcato Cardia, “indebolire l’offerta sul territorio non intacca la domanda. Semmai fa calare il controllo sul territorio e rischia di consegnare la domanda all’offerta illegale”.

Non sono solo le associazioni di categoria come ACADI a sostenere gli effetti negativi della stretta fiscale sul settore: “L’Upb, l’ufficio parlamentare di bilancio ha dedicato uno studio al gettito erariale derivante dal gioco evidenziando come aumenti di tassazione possono compromettere la stabilità della filiera e anche la tenuta delle entrate. Allarme totalmente inascoltato”.

Fonte: ilgiornale.it

Nel primo bimestre 2019 il gioco ha portato 2,5 miliardi nelle casse dell’Erario

Le entrate tributarie erariali relative ai giochi, sia dirette sia indirette, nel primo bimestre dell’anno hanno raggiunto 2,581 miliardi di Euro, in crescita di 102 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018, pari a un aumento percentuale del 4,8%. A rivelarlo è il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-febbraio 2019 del ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’industria del gioco legale ha dunque contribuito al 3,8% delle entrate tributarie erariali totali di gennaio e febbraio, pari a 66,963 miliardi di Euro.

2019-04-12T09:47:06+00:00 12 Aprile 2019|Tags: , , , , , , , |

Studio I-Com: la stretta sul gioco riduce il gettito fiscale e favorisce l’illegalità

Un nuovo studio di settore realizzato da I-com, intitolato “Nuovo proibizionismo. Quale Impatto?”, dimostra le conseguenze negative della stretta sul gioco legale voluta dalle amministrazioni nazionali e locali negli ultimi anni.

Secondo lo studio dell’Istituto per la competitività infatti, le misure destinate a scoraggiarne il gioco legale – quali i massimali di spesa, l’inasprimento dell’imposizione fiscale, i divieti di consumo e i distanziometri – portano in realtà a trasferire parte del consumo sul mercato illegale, in particolare online. Nell’immediato, la crescita del gioco clandestino potrebbe comportare un aumento del prezzo sul mercato legale a causa della concorrenza sleale dell’illegalità, oltre che a un arricchimento per la criminalità e a un maggiore rischio per i giocatori.

Sul lungo periodo, la riduzione del gioco legale potrebbe inoltre determinare un calo della raccolta stimato tra 14,4, e 21,6 miliardi di Euro, con un conseguente danno per l’Erario, e quindi per la collettività, tra 1,5 e 2,3 miliardi.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

2019-02-22T09:00:43+00:00 22 Febbraio 2019|Tags: , , , , , , , , , |

Eurispes: “Il tema del gioco richiede un approccio integrato”

Eurispes ha recentemente riunito il Comitato scientifico del suo Osservatorio Giochi, legalità e patologie: ne è emersa una valutazione concorde sulle necessità di affrontare il tema del gioco con un approccio integrato che riesca a individuare soluzioni di equilibrio tra le diverse esigenze in campo.

Secondo l’istituto di ricerca “un intervento di riforma non può prescindere da un’analisi tecnica dei meccanismi che governano il settore e le dinamiche del mercato senza trascurare andamento e caratteristiche dei business illeciti. La sfida è la ricerca di un punto di equilibrio e di contemperamento degli interessi in campo che abbandoni ogni tentativo di analisi per compartimenti stagni e che presuppone un approccio non esclusivamente economicistico”.

2019-02-14T16:47:31+00:00 14 Febbraio 2019|Tags: , , , , , , , |

Sistema Gioco Italia: oltre 5.000 posti di lavoro a rischio entro Natale

Le norme restrittive sul gioco d’azzardo introdotte da molte Regioni italiane, in particolare il cosiddetto distanziometro,  rischiano di far perdere più di 5.000 posti di lavoro nelle sale gioco e nei centri scommesse entro Natale.

A lanciare l’allarme è stata Sistema Gioco Italia, federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria. Anche i sindacati hanno fatto eco, sottolineando inoltre il rischio di un ritorno del gioco illegale.

La notizia è stata pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 26 settembre 2018; un estratto è disponibile sul sito di AgiMeg.

https://www.agimeg.it/pp2/il-fatto-quotidiano-stretta-contro-sale-slot-e-scommesse-in-5mila-rischiano-il-posto

2018-12-19T09:25:48+00:00 27 Settembre 2018|Tags: , , , , , |