Istituto Friedman: “Il proibizionismo sul gioco rischia di aggravare i casi di ludopatia”

Il proibizionismo sul gioco d’azzardo, compresi i cosiddetti distanziometri introdotti da molte amministrazioni comunali e regionali, rischia di ottenere l’effetto opposto a quello che vorrebbe raggiungere, aggravando i casi di ludopatia. La considerazione è emersa nel corso del convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani” organizzato dall’Istituto Milton Friedman e da Siipac – Società italiana per gli interventi sulle patologie compulsive lo scorso 19 aprile.

Cesare Guerreschi, medico e fondatore del Siipaac, ha citato a proposito i risultati di una ricerca dell’Università di Sydney che “hanno dimostrato che interrompere un giocatore davanti ad una macchina comporta una maggiore compulsività”, ribadendo quindi che “la vera soluzione per contrastare il fenomeno della dipendenza è sempre la prevenzione, insieme alla formazione”.

Anche Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo – dove si è tenuto il convegno – ha portato la propria esperienza di amministratore pubblico a supporto della tesi: “Conosco anche direttamente casi di giocatori patologici e forse, proprio per questo, ho capito che il divieto non serve ad evitare questi problemi ma piuttosto rischia di aggravarli”.

Nel corso dell’evento si è poi sottolineato come le misure proibizionistiche tendano inevitabilmente a favorire la ricomparsa del gioco illegale, incontrollabile e quindi molto più pericoloso.

Fonte: Gioconews.it 

2019-04-26T10:43:59+00:00 26 Aprile 2019|Tags: , , , , , , |