Nelle Marche 5,6 milioni di euro per il piano Gap 2019-2021

Nelle Marche, la seduta del 3 settembre del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche ha riportato al centro dell’attenzione il Piano Gap 2019-2021, per il quale sono stati stanziati circa 1.878.000 euro all’anno di finanziamenti, per un totale di 5,6 milioni.

Approvato a luglio dalla commissione Sanità del Consiglio Marche, il nuovo Piano regionale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio dal gioco d’azzardo patologico e da nuove patologie e social network (dipendenze digitali) si prefigge di proseguire quello del biennio 2017-2018, non completamente realizzato per via del blocco dei finanziamenti ministeriali sopraggiunto nel 2018.

I principali obiettivi del nuovo testo includono:

  • Informare e sensibilizzare la più vasta platea di persone di possibile attraverso: incontri nelle scuole rivolti a studenti, genitori e docenti; offerta di nuovi stimoli sociali, culturali e ricreativi a persone in pensione in modo che non incorrano nel gioco d’azzardo; condivisione di nozioni e informazioni da parte degli operatori interessati con una campagna informativa multimediale regionale;
  • Promuovere attività ludico-ricreative e la sana gestione del tempo libero tramite incontri pubblici e laboratori esperienziali;
  • Salvaguardare i giocatori patologici e problematici informandoli efficacemente sull’offerta delle diverse possibilità di cura e dei servizi di assistenza e tutela legale ed economica;
  • Garantire interventi di reinserimento nel tessuto societario e lavorativo a sostegno del progetto di cura, con trattamenti riabilitativi residenziali e semi-residenziali;
  • Monitorare e valutare a livello regionale gli interventi di prevenzione predisposti e le azioni attuate dai Comuni per ridurre l’offerta del gioco, oltre a momenti di formazione e aggiornamento per gli operatori e i soggetti interessati.

Il Piano ha anche tracciato una panoramica della diffusione del gioco d’azzardo sul territorio: lo studio Gaps – Gambling Adult Population Survey, frutto della convezione tra la Regione Marche e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, a cura dell’ Istituto di Fisiologia Clinica, ha rilevato, tramite l’invio di 8.650 questionari a residenti in 25 comuni, che nel 2018   ha giocato il 40,9% della popolazione regionale, con un’età compresa tra 15 e 74 anni. È emerso anche che il Gratta&Vinci è stato il gioco più diffuso, coinvolgendo l’81,1% dei giocatori, seguito da Superenalotto (34,8%), Lotto (28,2%) e scommesse sportive (25%).

Lo studio ha mostrato inoltre che nelle Marche si osserva una maggiore polarizzazione dei comportamenti di gioco rispetto al dato nazionale. La percentuale di giocatori non a rischio è più alta che nel resto d’Italia così come lo è la percentuale di giocatori a rischio severo.

Fonte: Gioconews.it

2019-09-06T13:33:20+00:00 6 Settembre 2019|Tags: , , , , , , , |

Trieste, convegno sul gioco: “Vietarlo fa triplicare i giocatori patologici”

Trieste ha ospitato il 3 giugno scorso il convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani“, organizzato dal Comune di Trieste, da SiiPaC e dall’Istituto Milton Friedman.

L’evento è stato voluto per riflettere sugli effetti di un’eventuale normativa contro il gioco d’azzardo, anche alla luce della collocazione frontaliera della città, come ha spiegato Lorenzo Giorgi, Assessore al Volontariato del Comune di Trieste: “Se nel resto del Paese il gioco presenta degli aspetti problematici, nella nostra città la situazione è complicata dalla vicinanza alla frontiera. Chi vuole giocare ha un’alternativa ai concessionari italiani: basta fare qualche chilometro e trova tutta l’offerta di Casinò sloveni e slot machine accessibili senza problemi. Oltre a portare i soldi italiani fuori dai nostri confini, non offrono alcuna garanzia e protezione al giocatore”.

Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luigi Nevola, fondatore dell’associazione La Sentinella, che si è soffermato sulla carenza di corretta informazione sul tema della ludopatia e sulle conseguenze negative dell’approccio proibizionista: “Le informazioni diffuse sui media, sono spesso fantasiose e in contrasto tra loro. Se vogliamo sapere quanti sono i giocatori patologici in Italia, troviamo cifre che vanno da 12 milioni a 12.000! Noi abbiamo fatto alcune indagini sul territorio di Bolzano e abbiamo visto come il divieto introdotto dalla legge provinciale ha provocato l’arrivo di un’offerta illegale diffusissima e in meno di un anno ha fatto triplicare i giocatori patologici”.

Anche Cesare Guerreschi, fondatore di Siipac, ha toccato il divario tra percezione e reale entità del problema della dipendenza da gioco: “L’allarme vero dovremmo avvertirlo per la dipendenza da tecnologia” – ha detto – “Io che ho seguito l’alcolismo per ben 28 anni. Ho visto il fenomeno espandersi in maniera esponenziale, poi calare considerevolmente e assestarsi a un livello che si è mantenuto negli anni. Per il gioco abbiamo già vissuto la prima fase di crescita. Adesso siamo in una fase leggermente calante e dobbiamo prepararci a gestire quello che possiamo definire la quota fisiologica di dipendenza”.

Fonte: Triesteallnews.it

Cinquanta milioni di euro per il contrasto del gioco d’azzardo patologico nei riparti sanitari alle Regioni

Cinquanta milioni di euro per la cura dalla dipendenza dal gioco d’azzardo, come da decreto legge Balduzzi, sono stati previsti nei riparti per il fondo sanitario destinato ai Lea, arrivati in questi giorni alla Conferenza Stato – Regioni.

In particolare, la somma è compresa nei 111.079,47 milioni del fondo indistinto, che assorbe la maggior parte dei 113.810,00 milioni di riparto totale

Fonte: Jamma.tv

2019-05-31T10:54:45+00:00 31 Maggio 2019|Tags: , , , , , |

Istituto Friedman: “Il proibizionismo sul gioco rischia di aggravare i casi di ludopatia”

Il proibizionismo sul gioco d’azzardo, compresi i cosiddetti distanziometri introdotti da molte amministrazioni comunali e regionali, rischia di ottenere l’effetto opposto a quello che vorrebbe raggiungere, aggravando i casi di ludopatia. La considerazione è emersa nel corso del convegno “Gioco patologico e gioco irregolare. Le sfide di ieri, oggi e domani” organizzato dall’Istituto Milton Friedman e da Siipac – Società italiana per gli interventi sulle patologie compulsive lo scorso 19 aprile.

Cesare Guerreschi, medico e fondatore del Siipaac, ha citato a proposito i risultati di una ricerca dell’Università di Sydney che “hanno dimostrato che interrompere un giocatore davanti ad una macchina comporta una maggiore compulsività”, ribadendo quindi che “la vera soluzione per contrastare il fenomeno della dipendenza è sempre la prevenzione, insieme alla formazione”.

Anche Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo – dove si è tenuto il convegno – ha portato la propria esperienza di amministratore pubblico a supporto della tesi: “Conosco anche direttamente casi di giocatori patologici e forse, proprio per questo, ho capito che il divieto non serve ad evitare questi problemi ma piuttosto rischia di aggravarli”.

Nel corso dell’evento si è poi sottolineato come le misure proibizionistiche tendano inevitabilmente a favorire la ricomparsa del gioco illegale, incontrollabile e quindi molto più pericoloso.

Fonte: Gioconews.it 

2019-04-26T10:43:59+00:00 26 Aprile 2019|Tags: , , , , , , |