CGIA Mestre: 3.700 lavoratori del gioco legale a rischio in Emilia-Romagna

La CGIA Mestre ha presentato a Bologna il “Primo Report sul gioco legale in Emilia Romagna”, realizzato su incarico di As.Tro., che ha analizzato gli effetti sull’occupazione e sul gettito erariale provocati dalla legge regionale che ha imposto il distanziometro di 500 metri per gli apparecchi da gioco, con un’applicazione retroattiva che ha costretto molte sale giochi al trasferimento o alla chiusura.

Secondo le stime del centro studi, la piena applicazione della legge, in un contesto in cui il settore è già gravato dai continui aumenti del prelievo erariale e della tassazione, causerà la perdita del lavoro per ben 3.700 dei 5.200 addetti attualmente occupati nel settore sul territorio emiliano e romagnolo. Anche le casse pubbliche ne risentiranno, con una contrazione del gettito di 502 milioni annui, dei quali 445 del Preu, 24 di canone concessorio e 34 delle altre imposte.

La CGIA Mestre ha anche lanciato un allarme riguardo alla legalità: uno degli effetti della piena applicazione della legge regionale sarebbe infatti un ritorno al gioco illegale, mettendo a rischio la sicurezza dei giocatori. “L’approccio auspicabile è semmai quello di un rafforzamento del ruolo del settore quale presidio di legalità, diversamente si rischia che il suo ridimensionamento lasci pericolosi spazi al gioco illegale” ha commentato a riguardo Andrea Vavolo, uno dei ricercatori coinvolti nello studio.

Fonte: Jamma.tv

2020-01-17T13:54:19+00:00 17 Gennaio 2020|Tags: , , , , , , , , |

A rischio 4.300 posti di lavoro con la nuova normativa sul gioco legale dell’Emilia Romagna

“In Emilia Romagna l’applicazione della normativa sulle distanze dai luoghi sensibili mette a rischio oltre 4.300 addetti. E dire che la Legge Regionale fa espresso riferimento a ‘l’esigenza di tutela di continuità occupazionale di chi è impiegato negli esercizi soggetti a chiusura” è l’allarme lanciato da Marco Zega, Direttore Finanza e Relazioni Istituzionali di Codere Italia. Zega ha poi spiegato che: “Abbiamo analizzato i maggiori centri dell’Emilia-Romagna e ne abbiamo concluso che l’applicazione della normativa regionale e comunale, combinata con le effettive caratteristiche insediative ed infrastrutturali del territorio, produce un vero e sostanziale effetto espulsivo delle attività delle sale gioco e sale scommesse dal territorio dei ventuno comuni analizzati”.

Fonte: https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/11/20/gioco-legale-emilia-romagna-rischio-oltre-addetti_glSKqDNt3fMWwqmlAb3orL.html

Il Commento del Centro: già Sistema Gioco Italia aveva lanciato un allarme, a livello nazionale, sulle ricadute occupazionali negative dei cosiddetti distanziometri introdotti da diverse Regioni italiane. A queste, come ha dimostrato il caso piemontese, bisogna aggiungere il pericolo di un aumento dell’evasione legate al gioco, come hanno certificato sia la Guardia di Finanza sia  una Nota all’ultimo DEF. Risulta quindi sempre più evidente la necessità di una normativa unica valida a livello nazionale.

 

2018-11-22T16:06:08+00:00 22 Novembre 2018|Tags: , , , , , , , |