Giochi: nel primo semestre 2022 la spesa sfiora i 10 miliardi di euro

I giochi nel secondo trimestre del 2022 hanno registrato una spesa di 3.164 milioni di euro. La cifra è in aumento del 36,58% rispetto ai 2.317 milioni di euro del primo trimestre del 2022. È quanto emerge dal documento presentato dall’ADM durante la firma del Protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica di Avellino.

Nel secondo trimestre 2022, i giochi che hanno contribuito maggiormente all’Erario sono stati gli apparecchi da intrattenimento. Hanno registrato 1.835 milioni di euro, pari 62,83% del totale. Seguono i giochi numerici e lotterie con 774,64 milioni di euro (26,51%). In seguito, le scommesse con 138,59 milioni (4,74%) e gli altri giochi con 172,95 milioni (5,92%).

Secondo le rilevazioni, infine, nel primo semestre del 2022 la spesa dei giocatori ammontava a 9,9 miliardi di euro. Nel secondo semestre, invece, si attesta per ora a 5.590 milioni di euro, ma è in crescita: si registra un +28,48% rispetto ai 4.351 milioni di euro del primo trimestre.

Fonte: Agimeg.it

2022-10-28T10:27:25+00:00 28 Ottobre 2022|Tags: , , , , , |

Il Consiglio dei ministri non impugnerà la legge sui giochi del Lazio

Il Consiglio dei ministri ha deliberato di non impugnare la legge della Regione Lazio sui giochi.

Resteranno dunque confermate le disposizioni entrate in vigore con la pubblicazione della legge regionale del luglio scorso. Nello specifico, si tratta della misura che impone il rispetto di una distanza minima di 250 metri dai luoghi sensibili per le attività di nuova apertura. Quelle già autorizzate potranno invece proseguire la loro attività.

Tutte le sale giochi e le attività commerciali che ospiteranno apparecchi da gioco di nuova apertura dovranno rispettare alcune disposizioni. Tra queste, la riduzione della frequenza delle giocate a non meno di 30 secondi una dall’altra e il distanziamento minimo di 2 metri tra gli apparecchi.

La norma dispone inoltre l’interruzione degli apparecchi nelle fasce orarie individuate dai Comuni. Si prevede una durata complessiva non inferiore a 8 ore al giorno, dalle 2 alle 10. Negli esercizi in cui il gioco non è un’attività prevalente la fascia oraria applicata sarà di 12 ore giornaliere complessive. Di queste, 10 ore consecutive nella fascia notturna dalle 23 alle 9, e 2 ore nella fascia diurna dalle 12.30 alle 14.30.

La violazione delle disposizioni per più di due volte comporterà la chiusura dell’esercizio. Infine, il fondo per le spese per la disinstallazione di apparecchi da gioco è incrementato di 100mila euro per il 2023 e di 250mila euro per il 2024.

Fonte: Jamma.tv

Concessioni scommesse, proroga al 2024

Le concessioni per le scommesse, che sarebbero dovute scadere il 30 giugno di quest’anno, saranno prorogate fino al 2024, grazie a un emendamento del Governo al Ddl Pnrr 2 attualmente all’esame delle Commissioni riunite di Affari costituzionali e Istruzione pubblica del Senato.

In attesa del riordino del comparto a livello nazionale, il Governo ha dunque scelto di intervenire sul gioco attraverso Ddl sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, anziché con il Ddl Semplificazioni o il Ddl Aiuti, come ipotizzato in un primo momento.

Per quanto riguarda le concessioni per le scommesse, si legge nell’emendamento dei relatori del Partito Democratico e di Forza Italia, il termine di scadenza previsto per eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, è prorogato fino al 30 giugno 2024. Gli oneri concessori dovuti, a decorrere dal 30 giugno 2022, saranno da versare in due rate annuali con scadenza il 30 aprile ed il 31 ottobre.

Verrà successivamente emanato un provvedimento dal direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in cui verranno definiti gli obblighi, per i concessionari, di presentazione di adeguate garanzie economiche, proporzionate alla nuova definizione dei termini temporali. Le entrate derivanti dalla misura sono quantificate in 31 milioni per il 2022, 63 milioni nel 2023 e 31 milioni nel 2024.

Infine, nello stesso provvedimento è inserita una misura riguardo ai giochi senza vincita in denaro, che stabilisce lo stop alle omologhe di alcuni apparecchi. Si tratta nello specifico dei c/bis, definiti “meccanici ed elettromeccanici attivabili con gettone” e dei c/ter, apparecchi per il quale l’accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo.

Fonte: Italia Oggi e Gioconews.it

Corte dei Conti: “Probabile incremento del gioco illegale a causa di distanziometri e limiti orari”

La Corte dei Conti ha rilevato che nel 2018 “la riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento stabilita dalle norme nazionali, unita all’inasprimento delle limitazioni di distanze da luoghi sensibili e degli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, ha determinato una contrazione del mercato legale e un probabile incremento dei fenomeni illegali”.

La considerazione della Corte dei Conti arriva sulla scia dei dati diffusi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che segnalano come nel 2018 si sia raggiunto il picco dei controlli sulle attività di gioco.

La maggiore frequenza degli accertamenti da parte delle forze dell’ordine e la maggiore efficacia dei controlli, anche in virtù della messa a punto di indicatori di rischio, hanno portato quindi a un numero più elevato di sanzioni.

Fonte: Jamma.tv

Trento, il consiglio comunale: “Nessuna ordinanza per limitare il gioco, non è dimostrato il rischio sanitario”

A Trento il consiglio comunale non chiederà al sindaco di emettere un’ordinanza per limitare gli orari di esercizio delle sale gioco e i tempi di funzionamento degli apparecchi: lo ha deciso la Commissione Politiche Sociali al termine di un percorso di approfondimento durato oltre un mese. “La documentazione di tipo sanitario a oggi disponibile è debole. Vuol dire non disporre di dati sufficienti da parte dell’azienda sanitaria per testimoniare la gravità del fenomeno” ha spiegato il presidente di commissione Michele Brugnara.

 

Fonte: Jamma.tv

2019-03-19T16:23:08+00:00 19 Marzo 2019|Tags: , , , , , , , |