ADM, Minenna: “La tessera sanitaria per le VLT così non serve.”

Il Direttore Generale di ADM, Marcello Minenna, in audizione in Commissione Finanze alla Camera, ha risposto a diverse domande relative al settore del gioco, rimarcando che “la legge va applicata, l’attività del gioco è legale e come tale va trattata. Ho segnalato eventuali contraddizioni che vanno gestite e risolte”. In particolare, il Direttore Generale si è soffermato sull’inutilità della tessera sanitaria per poter accedere alle VLT: “La tessera sanitaria, così come disciplinata, non serve a nulla. Non essendo data facoltà all’Agenzia di effettuare nessuna memorizzazione del dato non riesco francamente a capire a cosa serva. Rischia anzi di incentivare attività illegali. Serve un po’ di sano pragmatismo, affrontare questo tema in maniera equilibrata, tentando di regolamentare bene il settore, perché non regolamentare bene questo settore vuol dire solo spalancare la strada al gioco illegale e questo vuol dire riciclaggio e malavita organizzata”

Fonte: Agimeg.it

2020-12-03T13:49:31+00:00 3 Dicembre 2020|Tags: , , , , , , |

ADM, entro il 7 dicembre l’elenco dei punti vendita di ricarica contrattualizzati

ADM ha comunicato a tutti i concessionari per l’esercizio a distanza dei giochi pubblici che “ai fini dello svolgimento delle attività di vigilanza e controllo da parte di questa Agenzia, si invitano tutti i concessionari in indirizzo a fornire, nel più breve termine possibile e comunque inderogabilmente entro il 7 dicembre 2020, un elenco in formato Excel dei P.V.R. (Punti Vendita di Ricarica) eventualmente utilizzati per l’attività di commercializzazione del gioco, aggiornato all’ultima data utile. Detti elenchi dovranno indicare l’esatta ubicazione territoriale (indirizzo, comune e provincia).

In alternativa, dovrà essere fornito esplicito riscontro circa l’assenza degli stessi. Si rammenta che codesti concessionari sono tenuti a mettere a disposizione dell’Agenzia, nei tempi e con le modalità dalla stessa indicati, tutti i documenti e le informazioni occorrenti per l’attività di vigilanza e controllo, e che, in mancanza, è applicabile quanto previsto dall’art. 21, comma 2, lettera e) della convenzione stipulata”.

Fonte: Jamma.tv

2020-11-13T09:08:21+00:00 13 Novembre 2020|Tags: , , , , , , |

RIES, rinnovo iscrizione operatori giochi prorogato al 30 aprile 2021

La scadenza per il rinnovo dell’ iscrizione nel Registro degli Operatori di gioco viene prorogata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al 30 aprile 2021.
“La validità dell’iscrizione, per l’anno 2020, all’elenco previsto dall’articolo 1, comma 82, della legge 13 dicembre 2010, n 220, è eccezionalmente prorogata sino al 30 aprile 2021”, reca scritto una determinazione del direttore generale, Marcello Minenna. “Resta ferma la possibilità di nuova iscrizione al predetto elenco, che, in ogni caso, avrà validità sino al 30 aprile 2021”.

La proroga si rende necessaria “considerato che la sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, analogamente ai precedenti provvedimenti motivati dalla necessità di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 che hanno inciso sulla raccolta di gioco tramite apparecchi da intrattenimento”.

Fonte: Jamma.tv

Minenna (ADM): “Riscrivere le regole dei giochi in un nuovo Testo Unico”

Marcello Minenna, Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervistato da Il Sole 24 Ore, ha ribadito la necessità di un riordino normativo del settore dei giochi tramite un nuovo Testo Unico. “Non è un problema di proibizionismo, ma di volersi dare regole certe, semplici e chiare da applicare in modo uniforme su tutto il territorio” ha spiegato al quotidiano economico.

Per Minenna occorre prima di tutto “superare le incongruità derivanti dalla legislazione concorrente, con norme dettate dallo Stato centrale che possono risultare in contrastano con le regole regionali e con altre comunali” e prevedere una quota delle entrate statali del mercato del gioco da destinare a Regioni e Comuni. L’intesa sulla gestione di distanze e aperture delle sale giochi raggiunta faticosamente nel 2018 dall’allora Governo Gentiloni con le Regioni e gli enti locali non si è mai più tradotta in atti concreti, tanto che governatori e sindaci hanno proseguito negli ultimi due anni a produrre una serie di regolamenti e misure locali anche per mettere, di fatto, al bando il gioco legale. “Anche in questo caso, precisa Minenna, senza alcun tipo di coordinamento dal centro si è finito, in molti casi, per favorire le casse del gioco illegale e della criminalità. Senza considerare poi la confusione dal punto di vista giuridico che si è venuta a innescare con continui interventi del giudice amministrativo, sia in primo grado con i Tar delle varie regioni e recentemente in appello con il Consiglio di Stato”.

Per ovviare a questo rischio la sola strada è quella delle proroghe. Sul tavolo si sta discutendo di inserire in legge di bilancio un differimento di almeno 24 mesi per arrivare nel 2022 alla formulazione dei nuovi bandi di gara. Ma di proroga in proroga il rischio di non cambiare le regole e risolvere i nodi è comunque alto. “Ed è proprio questo che vogliamo evitare. Una volta differiti i termini delle gare potremmo sederci e confrontarci avviando così una riflessione su come gestire questo delicato settore”. Le norme vanno svecchiate, in materia di giochi ne esistono almeno 500. Vanno semplificate e rese chiare per tutti. Lo ha fatto la finanza e il sistema bancario con il Testo unico sulle leggi bancarie e creditizie, perché non cerare allora un Testo unico delle leggi sul gioco un nuovo Tulg per intenderci”.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Tar Umbria: “Sospendere ordinanza di chiusura. Sale aperte come previsto dal DPCM”

Il Tar Umbria ha sospeso l’ordinanza del 19 ottobre con cui la Regione Umbria aveva disposto la chiusura delle sale da gioco e prescrive l’applicazione dei DPCM del 13 e del 18 ottobre che consentono a queste attività di restare aperte dalle 8 alle 21.

Lo ha deciso il Presidente della Prima Sezione con un decreto d’urgenza con cui ha accolto le tesi di una sala, motivando la decisione in virtù del fatto che l’ordinanza “massimizza la restrizione della predetta attività rispetto alle più limitate previsioni restrittive”.

Il Presidente di Sezione del Tar Umbria ha concluso quindi che “è evidente la sussistenza di un danno grave ed irreparabile nell’attesa della trattazione collegiale dell’istanza, tuttavia da contemperarsi con il pressante pubblico interesse espresso dalle prescrizioni del settore e sopra richiamate”.

Fonte: Agimeg.it

Dpcm: “Sale giochi aperte se compatibili con la situazione epidemiologica regionale”

Il Dpcm emanato il 13 ottobre prevede nuove e più stringenti regole per fronteggiare l’emergenza Covid in Italia, su tutte l’obbligo per “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)” di chiudere alle ore 24. Si parla anche di location di gioco, affermando che le stesse sono consentite pur nel rispetto di precise disposizioni; per tali attività non vale la disposizione di chiudere alle 24, che si applica solo ai loro eventuali bar e ristoranti.

Nello specifico, nel Dpcm si legge che “le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Fonte: Gioconews.it

TAR Brescia: i Comuni devono adottare fasce orarie meno rigide

Il TAR Brescia, accogliendo il ricorso di una sala giochi contro le fasce orarie adottate dal comune di Cavernago, in provincia di Bergamo, ha sentenziato che i Comuni debbano adottare fasce orarie meno rigide dati gli strumenti oggi a disposizione per tutelare i giocatori a rischio.

Secondo i giudici infatti, con l’obbligo di utilizzare la tessera sanitaria per giocare, l’inserimento dei messaggi di avvertimento e il controllo sui volumi di gioco grazie all’app SMART, “è possibile tutelare i giocatori più fragili attraverso limitazioni interne al sistema informatico” e di conseguenza “si riduce lo spazio a disposizione della regolamentazione comunale”.

Nello specifico, la sentenza riporta che “l’intervento regolatorio dei Comuni deve quindi tenere conto della nuova disciplina del gioco d’azzardo, e delle norme tecniche adottate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per consentirne l’implementazione. Inoltre, l’intervento regolatorio dei Comuni deve utilizzare la sempre maggiore quantità di dati disponibili, dopo che il legislatore nazionale – con l’APP SMart – ha obbligato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a mettere a disposizione degli Enti Locali gli orari di funzionamento degli apparecchi”.

Per il TAR Brescia quindi le amministrazioni locali devono effettuare una nuova valutazione per arrivare a bilanciare “la riduzione delle sessioni di gioco continuativo e le aspettative economiche dei gestori delle sale dedicate ai videoterminali VLT”.

Fonte: Agimeg.it

2020-10-08T12:11:20+00:00 8 Ottobre 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

Uif: “Nel primo semestre 2020 in calo le segnalazioni dai prestatori di servizi di gioco”

Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, nel primo semestre del 2020 ha ricevuto 53.027 segnalazioni di operazioni sospette, in aumento rispetto a quelle pervenute nel periodo corrispondente del precedente anno (+3,6%) nonostante il prolungato periodo di lockdown e la successiva fase di incertezza legata alla progressiva ripresa delle attività; solo a marzo e maggio si è riscontrata una flessione rispetto ai corrispondenti mesi del 2019.

In calo, invece, le segnalazioni inoltrate alla Uif dagli IMEL (da 4.800 del primo semestre del 2019 a 3.370), dai prestatori di servizi di gioco – 26,2% (da 3.100 a 2.287) e dai notai (da 2.340 a 1.569). In termini percentuali le segnalazioni inoltrate dai prestatori di servizi di gioco sono quindi scese dal 6,1% sul totale delle segnalazioni nel primo semestre 2019 (6,2% nel secondo semestre) al 4,3% sul totale nel primo semestre 2020.

Fonte: Jamma.tv

2020-10-02T09:07:22+00:00 2 Ottobre 2020|Tags: , , , , , , , , |

MEF, presentati gli obiettivi triennali dell’ADM per il gioco

Il MEF ha presentato, per voce del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, l’atto di indirizzo sugli sviluppi della politica fiscale nel triennio 2020-2022, nel quale sono previsti gli obiettivi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel prossimo triennio, inclusi quelli riguardanti il settore del gioco.

L’atto infatti precisa che «nell’ambito dei suoi compiti e delle sue funzioni istituzionali, l’Agenzia si impegna a fornire il supporto tecnico necessario al Governo per la regolamentazione del settore dei giochi, anche attraverso la conoscenza delle abitudini di gioco della popolazione, per efficientare e razionalizzare gli strumenti di contrasto al gioco patologico».

I principali obiettivi individuati quindi nel documento del MEF sono: razionalizzare gli strumenti di contrasto al gioco patologico, monitorare l’offerta di gioco con l’evoluzione della “banca dati” sul settore, «elevare la qualità dell’offerta dei giochi pubblici e assicurare un ambiente di gioco sicuro, combattendo il gioco illegale, proteggendo i soggetti vulnerabili e ponendo particolare riguardo alle attività sul divieto di gioco da parte dei minori», promuovere studi e analisi che possano contribuire alla «realizzazione di una riforma in materia di giochi pubblici», come previsto dal Decreto Dignità.

Fonte: Agipronews.it

2020-09-24T09:15:48+00:00 24 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

ADM: nel 2019 è calata la raccolta degli apparecchi da gioco

L’ADM, nel suo Libro Blu 2019, ha fornito come ogni anno il quadro statistico del settore del gioco legale in Italia. Dal documento risulta che lo scorso anno il segmento degli apparecchi da gioco ha registrato un calo della raccolta, passata dai 48,75 miliardi di euro del 2018 ai 46,67 dello scorso anno; un calo pari al 4,3%. Gli apparecchi da gioco risultano riguardare meno di metà della raccolta complessiva del gioco, di 110,5 miliardi, con un valore percentuale pari a circa il 42,6%.
La spesa dei giocatori, sempre secondo ADM, si è invece mantenuta sostanzialmente stabile, 10,391 miliardi rispetto ai 10,325 dell’anno precedente. Riguardo alla ripartizione regionale della spesa, Lombardia è in testa con 2.193 milioni di euro seguita dal Veneto, 999 milioni, e dal Lazio, 991 milioni, mentre la quarta e quinta posizione sono occupate rispettivamente dall’Emilia Romagna, 920 milioni, e dalla Campania, 901 milioni.
Fonte: Agimeg.it 
2020-09-17T12:36:20+00:00 17 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , |

Erario: da gennaio a luglio, gettito del gioco in calo del 42,7%

L’Erario vede venir meno quasi metà del gettito proveniente dal comparto del gioco a causa della pandemia: è quanto emerge dalla lettura del bollettino sulle entrate tributarie nei primi sette mesi del 2020, pubblicato dal ministero dell’Economia e delle finanze.

Da gennaio a luglio le entrate in arrivo dal settore sono diminuite del 42,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, pari a un calo di 3,86 miliardi di Euro, attestandosi quindi a 5,19 miliardi.

Il calo percentuale del gettito per l’Erario derivante dal settore ludico è notevolmente più marcato rispetto a quello complessivo, che ha registrato una flessione del 7,7%.

Fonte: Gioconews.it

2020-09-08T10:42:15+00:00 8 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , , |

TAR Puglia: “Elenco luoghi sensibili non può essere esteso ad associazioni private”

Il TAR Puglia ha accolto il ricorso di un esercente contro il Questore di Lecce, che aveva respinto la richiesta di trasferimento del punto scommesse,  sentenziando che l’elenco dei luoghi sensibili contenuti nella legge regionale della Puglia del 2013 deve considerarsi tassativo, e non può includere “le associazioni private (peraltro, non riconosciute) ancorché svolgenti attività rivolte a fasce giovani di età”.

I giudici del TAR Puglia hanno poi anche specificato che se si permettesse di estendere l’elenco anche le associazioni private non riconosciute, si “amplierebbe a dismisura ed in maniera assolutamente irragionevole il campo del divieto frustrando oltremodo la libertà di iniziativa economica ed esponendo la norma a dubbi di costituzionalità per violazione dell’art. 41 Cost. […] in ragione della presenza diffusa e capillare di siffatte figure soggettive sul territorio”.

Fonti: Jamma.tvAgimeg.it

2020-09-03T12:28:00+00:00 3 Settembre 2020|Tags: , , , , , |