L’economia del gioco legale

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L’economia del gioco legale 2020-08-25T09:11:20+00:00

Un’importante industria nazionale che genera posti di lavoro, indotto ed introiti fiscali

Il settore del gioco legale in Italia è un’importante industria nazionale che fornisce lavoro, crea indotto nei territori e genera un’importante fonte di entrate per l’erario e dunque per la collettività.

Per gioco legale s’intendono tutte le attività, che prevedono l’uso di denaro, rispondenti alla definizione stabilita dal Codice Penale, consentite dalla normativa vigente e condotte nel rispetto dei requisiti e dei doveri stabiliti per legge. Sono escluse quindi sia le attività vietate sia le attività consentite ma esercitate in modo illecito.

Secondo Unioncamere l’industria del gioco legale è costituita da oltre 7.000 imprese attive. Secondo stime Jamma.it, le imprese sarebbero oltre 10.000 con più di 45.000 occupati. Contando anche gli occupati indiretti, altri hanno stimato 150.000 lavoratori coinvolti.

I dati, relativi al 2018, forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fotografano la rete di vendita: sul territorio nazionale sono presenti 33.450 punti vendita per giochi numerici a totalizzatore, 203 sale bingo, 34.354 ricevitorie del lotto, 61.726 punti vendita lotterie. Per quanto riguarda il gioco a base ippica  i punti vendita sono divisi in 34 ippodromi, 2.959 negozi, 3.359 punti, 609 punti raccolta. Per quanto riguarda il gioco a base sportiva, i punti vendita sono 3.127 negozi, 4.793 punti, 2.453 punti di raccolta e un’agenzia sportiva. La rete di vendita del settore degli apparecchi da intrattenimento è composta da 4.979 sale vlt, in cui sono collocate 56.967 Vlt, e 62.894 esercizi con New Slot, all’interno dei quali sono installate 263.322 Slot.

Il gioco legale ha portato nelle casse dello Stato 10,6 miliardi di Euro nel 2019 (una cifra superiore, ad esempio, a quella necessaria per finanziare il Digital Europe Programme dell’Unione Europea) sotto forma di introiti erariali.

Oltre al circuito economico prettamente legato al gioco, andrebbe considerato tutto l’indotto che le attività generano sul territorio per i fornitori ma anche per chi si avvantaggia del flusso di giocatori circostante: pensiamo ad esempio ai fornitori di food & beverage anche alle imprese legate alle operazioni di allestimento, nonché a tutti i processi di manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’attività.

Guardando invece ai giocatori, nel 2019 hanno puntato, tra tutte le forme di gioco legale, 110,5 miliardi di Euro, vincendone tuttavia ben 91,0 miliardi, pari a un payout medio complessivo – ovvero la percentuale di vincite sul totale delle puntate – dell’82,3% (la normativa stabilisce infatti il payout minimo per ogni tipologia di gioco).

Riguardo agli apparecchi da gioco, per le AWP il payout minimo è al 65%; per le Vlt è all’83%; i valori medi
effettivi sono peraltro superiori: nel 2019 per le AWP il payout effettivo è stato del 68,9% e per le Vlt
dell’86,5%

   L’industria del gioco d’azzardo in Italia
  • 63.000: gli esercizi commerciali con slot machine
  • 62.000 i punti di vendita per le lotterie
  • 34.000: le ricevitorie del lotto
  • 34.000: i luoghi per giochi a totalizzatore
  • 5.000: le sale videolottery
  • 203: le sale bingo
  • 34: gli ippodromi

Un settore regolato dallo Stato e monitorato dai maggiori operatori

Il gioco d’azzardo è regolato a livello nazionale dalle norme dei codici civile e penale e dalle specifiche leggi emanate dai governi nel corso degli anni, ma è anche sottoposto a livello locale alle disposizioni di pubblica sicurezza e ai regolamenti emanati dalle singole amministrazioni locali.

L’apparato legale consente di poter giocare con trasparenza: la legge infatti garantisce un ritorno minimo sotto forma di vincite e garantisce che le probabilità di vittoria per ciascuna tipologia di gioco siano accertate e consultabili; i giocatori possono così approcciarsi alle diverse attività in modo informato e consapevole.

Il gioco legale è anche un gioco sicuro: ogni passaggio dell’interazione tra cliente e gestore è registrato e contabilizzato. Un’ulteriore tutela è data dall’adozione di veti assoluti di accesso al gioco ai minori di anni 18.

18,45 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno
€110,5 miliardi di raccolta di gioco
€91 miliardi vinti dai giocatori (pay-out dell’83,5%)
€10,6 miliardi di introiti fiscali per lo Stato
€8,9 miliardi di ricavi per le aziende

Contrastare le degenerazioni

Uno Studio dell’Istituto Superiore di Sanità, del 2018, ha stimato in 18 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta nel corso dell’ultimo anno.

Come per tutte le passioni e per tutti i generi di consumo, esiste un rischio di sviluppare una dipendenza patologica anche nel gioco, la cosiddetta ludopatia. La percentuale di persone affette da questa patologia è minima: i giocatori d’azzardo patologici rilevati tramite diagnosi medica e attualmente in cura presso le strutture sanitarie secondo uno studio Eurispes sono circa 13.000, pari allo 0,87% dei giocatori problematici e allo 0,08% dei giocatori totali.

Il gioco legale garantisce anche maggiore tutela delle persone, specialmente delle fasce di popolazione più deboli: si impedisce l’accesso ai minori e, grazie ai codici etici adottati dai gestori e alla formazione specifica del personale di sala, si interviene sui giocatori adulti che non si approcciano in modo equilibrato alle attività ludiche, anche allontanandoli dalle sale da gioco quando necessario.

Il gioco d’azzardo illegale invece espone i giocatori a considerevoli rischi, lasciandoli privi di qualunque tutela, e produce anche un danno per la collettività in termini di mancati introiti per le casse pubbliche oltre all’arricchimento della criminalità organizzata.

L’ambito del gioco d’azzardo online, da alcuni anni consentito nel nostro paese, è particolarmente delicato in tal senso a causa delle maggiori difficoltà delle autorità ad intervenire, anche per via della dimensione internazionale del fenomeno. In questo caso è difficile la reale identificazione dell’utente-giocatore: i minorenni possono infatti utilizzare account appartenenti a giocatori adulti senza che i provider abbiano modo di verificarlo con certezza. Ciò non accade nelle sale da gioco o in altri luoghi dedicati al gioco: i gestori hanno infatti modo di controllare l’ingresso degli avventori e di verificarne l’età tramite la richiesta di esibizione del documento d’identità, potendo così allontanare tempestivamente eventuali minorenni che tentino di accedere al gioco.

Ciononostante il gioco online, anche grazie a una tassazione agevolata rispetto al gioco fisico, resta un settore in forte crescita: nel 2019 ha interessato ormai il 32,9% della raccolta, pari a 36,4 miliardi di euro. Dal 2017 al 2018, la sua raccolta è cresciuta del 16,7% e dal 2018 al 2019 del 15,9%. A confronto, la raccolta degli apparecchi di gioco nello stesso periodo è diminuita rispettivamente dello 0,8% e del 4,3%.

La spesa di gioco si ricava sottraendo alla raccolta, ovvero la somma delle puntate dei giocatori, il payout, ovvero la percentuale che torna ai giocatori sotto forma di vincite.

  • La spesa di gioco si ricava sottraendo alla raccolta, ovvero la somma delle puntate dei giocatori, il payout, ovvero la percentuale che torna ai giocatori sotto forma di vincite.