Gli italiani e il gioco

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Gli italiani e il gioco 2020-08-25T08:32:40+00:00

Un passatempo molto diffuso in Italia

Il gioco è un passatempo molto diffuso nel nostro Paese: una stima dell’istituto Superiore di Sanità  relativa al 2018 pone a 18 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno.

Secondo i dati ufficiali dell’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane e del ministero dell’Economia, nel 2019 sono stati giocati complessivamente 110,5 miliardi di Euro e ne sono stati vinti 91,0 miliardi, per una spesa complessiva da parte dei giocatori di 19,5 miliardi di Euro.

Per gli apparecchi da gioco la raccolta è stata di 46,5 miliardi di euro, di cui 36,2 tornati ai giocatori sotto forma di vincite, per una spesa di 10,3 miliardi.

Dove si gioca in Italia: i Comuni

Come abbiamo visto, slot e VLT assorbono poco meno di metà delle giocate del territorio nazionale. Il Gruppo editoriale GEDI (editore di La Repubblica e diverse altre testate) ha effettuato una serie di elaborazioni su questo settore basandosi sempre sui dati del ministero dell’Economia relativi al 2017. È importante tenere presente che queste elaborazioni sono basate sulla popolazione ufficialmente residente nel comune, non tenendo conto quindi dei giocatori provenienti da fuori. Questo in particolare altera i dati riferiti a piccoli paesi dove sono presenti casinò o importanti sale da gioco.

Considerando tre ordini di grandezza, ovvero i comuni con più di 200.000 abitanti, quelli tra i 200.000 e i 50.000 abitanti e quelli con meno di 50.000 abitanti, i tre comuni con le giocate pro-capite più elevate sul totale della popolazione sono stati Bologna, con 1.875,4 Euro, Prato, con 3.320,5 Euro e Caresanablot (VC), con 28.6339,4 Euro all’anno.

Secondo i dati relativi ancora al 2016, i comuni con la densità di apparecchi più elevata, calcolata in rapporto a totale per ogni 1000 abitanti, erano Verona con 8,6 apparecchi, Olbia con 15,4 e Andalo Valtellino con 85,5 macchine. La correlazione tra densità di slot e puntata pro capite non sembrava essere determinante: ad esempio, nella fascia tra i 50.000 e i 200.000 abitanti. Incrociando i dieci comuni in cima ad ognuna delle due categorie si trovano solo tre corrispondenze (Prato, Alessandria e Rovigo).

Nota: Le elaborazioni del Gruppo GEDI sono basate sulla popolazione ufficialmente residente nell’area territoriale presa in questione: non tengono conto quindi dei giocatori provenienti al di fuori del confine comunale.

 

Dove si gioca in Italia: le Regioni

Nel complesso, nel 2017 si è giocato maggiormente nelle regioni del Centro-nord e nelle grandi città, ma la distribuzione sul territorio è nazionale e  equilibrata: i comuni con le giocate pro capite più elevate sono distribuiti in cinque regioni per quelli sotto i 50.000 abitanti,  in nove regioni per quelli tra i 50.000 e i 200.000 abitanti, in undici regioni per quelli sopra i 200.000.

Guardando agli aggregati delle due tipologie principali di apparecchi, di nuovo invece su dati 2016, le giocate in AWP sono tornate al 71,6% ai giocatori sotto forma di vincite, al 17,5% allo Stato come tasse e per la restante cifra a esercenti, gestori e concessionari. Le giocate in VLT invece sono state suddivise all’88% in vincite, al 5,5% allo Stato e per il resto a gestori e concessionari.

 

Le giocate in AWP. Della raccolta 2016, il…:
… 71,6% è tornato ai giocatori sotto forma di vincite (payout medio)
… 17,5% è andato allo Stato come tasse, 0,8% è andato all’Agenzia delle Dogane e Monopoli
… la restante parte è andata ad esercenti, gestori, concessionari
Le giocate in VLT. Della raccolta 2016, il…:
…88% è tornato ai giocatori sotto forma di vincite (payout medio)
…6% è andato allo Stato in tasse, 0,8% è andato all’Agenzia delle Dogane e Monopoli
(equivalente a oltre il 57% del cassetto netto)
… la restante parte è andata ad esercenti, gestori, concessionari