Il Governo valuta proroga di un anno per le concessioni scommesse

Il Governo sta valutando di prorogare le concessioni per la raccolta di scommesse per un altro anno, fino al 2024, in attesa del decreto per il riordino del comparto giochi. La notizia arriva dopo la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla proroga delle concessioni degli apparecchi da gioco fino al 29 giugno 2023.

La proroga delle concessioni dovrebbe essere inclusa nel decreto “Semplificazioni fiscali”, atteso in Consiglio dei ministri entro la metà del mese di giugno. La richiesta della proroga viene giustificata a causa della difficile situazione economica dovuta alla pandemia, oltre che dell’impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l’equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara.

Il costo della proroga per ogni agenzia sarebbe pari a 7.500 euro e di 4.500 per i corner, con un incasso erariale stimato di circa 65 milioni di euro all’anno.

Nello stesso provvedimento troveranno spazio anche disposizioni in tema di lotteria degli scontrini. Si prevede infatti l’integrazione del codice lotteria con una o più carte di pagamento registrate all’interno dell’App IO e l’introduzione di una modalità di estrazione istantanea, tramite QR code.

Fonte: Agipronews.it, Jamma.tv, Agimeg.it

Modifica alla legge sul gioco in Sicilia: subingressi come nuove installazioni

La modifica alla legge regionale sul gioco d’azzardo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia. Con questa modifica entra in vigore la legge di Stabilità regionale 2022-2024 approvata dall’Assemblea regionale siciliana circa due settimane fa, e vengono introdotte nuove disposizioni in materia di gioco d’azzardo.

Nel testo della legge viene infatti incluso il maxiemendamento dell’Esecutivo siciliano al testo della Finanziaria, che regola il subingresso nella titolarità delle attività di gioco. La nuova disposizione impone che il subingresso di un altro soggetto nella licenza per le attività di gioco venga ritenuto al pari di una nuova installazione. Dunque, gli esercizi che effettueranno subingressi nella licenza saranno soggetti al distanziometro (di 300 metri per i comuni inferiori ai 50mila abitanti e di 500 metri per i comuni oltre 50mila), che era stato abrogato per le attività già operative al momento dell’entrata in vigore della legge sul gioco del 2020.

Nulla cambia, invece, in merito alla retroattività del distanziometro, che era stata abolita nel luglio dello scorso anno permettendo alle attività già operative al momento dell’entrata in vigore della legge sul gioco del 2020 di poter continuare a lavorare regolarmente, senza correre rischi di delocalizzazione.

Fonte: Gioconews.it

Società Italiana Psichiatria: “Registro autoesclusione per arginare GAP”

La Società Italiana di Psichiatria ha rivelato che per prevenire il gioco d’azzardo patologico risulterebbe più efficace puntare sul registro di autoesclusione anziché sul distanziometro.

La società ha infatti svolto una ricerca, dal titolo “Preventive strategies in gambling disorder: a survey investigating the opinion of gamblers in the Lazio region”, basata su un questionario diffuso nelle sale da gioco, negli ambulatori, nelle strutture di ricovero nel Lazio e online, focalizzato sull’impatto di diverse misure legislative in soggetti che avessero giocato per almeno cinque volte nel corso dell’anno precedente. Il campione intervistato ha incluso 289 giocatori patologici, 259 giocatori problematici e 385 giocatori non patologici. I dati sono stati messi a confronto con quanto espresso, in un altro questionario, da psichiatri e psicologi.

Il risultato principale dello studio riguarda le differenze nella percezione del problema, da parte dei soggetti sani e dei patologici, su quelle che sono una serie di misure di contenimento e prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Il limite al numero di partite è inutile per il 61% dei giocatori patologici, contro il circa 40% dei non patologici. Quanto alle fasce orarie per l’apertura delle sale da gioco e l’utilizzo degli apparecchi, il 60% dei giocatori patologici non le ritengono efficaci; ugualmente, il distanziometro è valutato positivamente solo dal 38% dei giocatori patologici, contro il 50% dei non patologici.

Risulta dunque che il distanziometro viene considerato una misura poco efficace per la maggioranza dei giocatori patologici e per un terzo dei medici. È invece reputato più efficace istituire un registro di autoesclusione, secondo l’88,2% degli intervistati, oltre che dare informazioni sui rischi del gioco d’azzardo, limitarne la pubblicità e proibire l’accesso alle sale da gioco ai minori di 18 anni.

Fonte: Gioconews.it

Tar Lombardia: nuovo luogo di culto non obbliga sala bingo a traslocare

Il Tar Lombardia è intervenuto nella diatriba tra una sala bingo di Bergamo e l’apertura di una nuova sede dei Testimoni di Geova nella medesima zona del territorio comunale.

La sala bingo si era rivolta al Tribunale per annullare la deliberazione consiliare con la quale era stata approvata, in via definitiva, la variante al Piano di governo del territorio che permetteva la realizzazione del nuovo luogo di culto nelle vicinanze dell’attività, con la conseguente impossibilità per la sala giochi di continuare a rispettare il distanziometro.

Secondo la società titolare della sala, preoccupata per l’applicazione del distanziometro di 500 metri previsto dalla legge regionale contro la ludopatia, l’anteriorità della sala giochi farebbe sorgere un diritto di prevenzione nei confronti di qualsiasi altra attività.

Il Tar Lombardia ha respinto il ricorso, in quanto l’insediamento storico non garantisce l’invarianza del contesto urbanistico, che cambia insieme all’evoluzione della realtà sociale ed economica.

Nonostante questo, il Tar ha stabilito che le sale giochi già operative prima della legge della Lombardia sul gioco non sono sottoposte a vincoli se nelle loro vicinanze sorge un nuovo luogo sensibile: la sala bingo potrà dunque proseguire la sua attività. Come spiegano i giudici, infatti, il nuovo luogo di culto non comporta l’applicazione del distanziometro e di conseguenza non impedisce la prosecuzione o il rinnovo delle concessioni relative agli apparecchi da gioco.

Fonte: Agipronews.it

Nuovi dati sul settore dei giochi: registrata crescita per il 2021-2022

I nuovi dati sui giochi evidenziano la crescita del settore, con numerose nuove attività avviate tra il 2021 e il 2022 e un aumento dei ricavi.

Secondo l’Osservatorio sulle partite IVA pubblicata dal MEF, nel primo trimestre del 2022 le nuove partite IVA aperte nel settore delle lotterie, scommesse, case da gioco sono state in totale 164. Nello specifico, ne sono state aperte 40 a gennaio (+29,03% rispetto allo stesso mese del 2021), 51 a febbraio (+121,74%) e 73 a marzo (+78,05%).

Il report di Sogei del 2021, il braccio informatico del MEF e dell’ADM, ha evidenziato poi un anno in crescita per il settore del gioco: i risultati economico-finanziari e patrimoniali hanno registrato entrate per 722,5 milioni di euro (in aumento del 15% rispetto al 2020) e un utile netto di oltre 59 milioni di euro.

Inoltre, il gioco online offerto per concessione in Italia ha registrato 83.776.838 giocate per un movimento netto pari a 4.576.081.874 euro, ha distribuito vincite per 4.402.863.620 euro, raccogliendo una spesa del giocatore pari a 710.581.185 euro. Il numero di giocatori attivi sono stati 1.803.963 e sono stati aperti 381.083 nuovi conti di gioco.

Emerge infine che in Italia sono stati installati 314.343 nuovi apparecchi Awp e Vlt. I biglietti di scommesse venduti nell’anno sono stati 1,1 miliardi e 6,9 miliardi le giocate sui giochi numerici.

Fonte: Agimeg.it, Gioconews.it, Jamma.tv

2022-05-16T06:58:15+00:00 16 Maggio 2022|Tags: , , , , , , |

Tar Lombardia accoglie due ricorsi: ingiustificate le restrizioni alle attività

Il Tar Lombardia ha accolto due ricorsi presentati contro due Comuni della regione, in cui si chiedeva l’annullamento delle rispettive ordinanze sindacali aventi ad oggetto i nuovi orari di esercizio per le sale giochi, sale VLT e sale scommesse, e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro.

I Comuni avevano approvato il Regolamento per il contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico, fissando le fasce di interruzione orarie stabilite nel regolamento, salvo poi revocarlo in autotutela. Sono stati così fissati nuovi orari di apertura per sale giochi e per il funzionamento degli apparecchi, con l’esclusione delle attività di gioco tramite lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo (gratta e vinci, 10 e lotto, ecc.).

Sebbene tra i criteri indicati nel Regolamento vi sia quello dell’obbligo di non penalizzare determinate tipologie di gioco, l’ordinanza impugnata riguardava soltanto gli apparecchi e la raccolta fisica di scommesse escludendo altre categorie di gioco. Le motivazioni alla base dell’ordinanza impugnata sono inoltre ascrivibili all’esigenza di far fronte al dilagare di fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo patologico nei due Comuni.

Il Tar Lombardia ha stabilito in seguito che il provvedimento impugnato non forniva dati di rilievo in relazione allo specifico ambito territoriale, soprattutto per quanto riguarda il numero dei giocatori patologici. È stato dunque concluso che, in base a questi dati, la restrizione delle attività di gioco non può essere giustificabile.

Fonte: Jamma.tv

Commissione Europea: via libera al progetto di legge in Svezia

La Commissione Europea ha dato il via libera al progetto di legge svedese sull’obbligo di fornire informazioni sugli sviluppi del mercato del gioco d’azzardo, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2023.

La nuova legge comporta l’obbligo per i titolari previsti di licenza di fornire informazioni sugli sviluppi del mercato, su richiesta dell’Autorità Svedese per il Gioco d’azzardo.

Le modifiche proposte alla prima legge includono misure per impedire il gioco d’azzardo senza autorizzazione, tra cui l’obbligo di una licenza per i software, così come il divieto di promuovere i siti e le procedure illegali e il divieto di pubblicità per il gioco illecito. Si propongono inoltre misure volte a ridurre la ludopatia, tra cui un requisito di moderazione nella commercializzazione del gioco.

Il mercato svedese del gioco d’azzardo è stato regolamentato il 1 gennaio 2019 con l’entrata in vigore della prima legge. La nuova regolamentazione è stata effettuata per riacquisire il controllo del mercato e per incoraggiare le offerte da parte di operatori responsabili, affidabili e verificabili. Ci si aspetta perciò un maggiore controllo da parte dello Stato per creare condizioni migliori e garantire un livello elevato di tutela del consumatore.

Fonte: Jamma.tv

2022-04-29T15:12:17+00:00 29 Aprile 2022|Tags: , , , , , |

Gioco legale in Europa: nuove riforme in Belgio e in Spagna

Il mercato del gioco legale in Europa, secondo le stime, crescerà nei prossimi anni: sulla base dei recenti dati di mercato, il gioco d’azzardo online rappresenta ad oggi il 36% delle entrate, mentre le scommesse ne rappresentano il 45%. Complessivamente, nel Vecchio Continente si contano circa 29 milioni di giocatori, la maggior parte dei quali usufruisce dei servizi di gioco online.

Recentemente sono state introdotte delle nuove normative, che interessano il mercato del gioco europeo, in Belgio e in Spagna.

La nuova normativa sul gioco d’azzardo online in Belgio rischia di obbligare i giocatori a creare account separati, e quindi diversi conti gioco, ogni volta che decidono di giocare con lo stesso operatore ma a un diverso tipo di gioco. L’iniziativa è stata denunciata dagli operatori di gioco online autorizzati, in quanto si perderebbe traccia del comportamento di gioco degli utenti rendendo più difficile individuare i giocatori problematici. La disposizione impedisce anche la condivisione di dati consolidati sulla ludopatia in modo da essere analizzati dalle autorità statali. Di conseguenza, gli operatori prevedono che i giocatori si rivolgeranno ad operatori illegali.

In Spagna invece, la Comunità di Madrid ha approvato il regolamento per le attività di gioco a vincita per alcuni esercizi di gioco, tra cui sale giochi e sale scommesse. La normativa, oltre a regolamentare l’offerta del settore, mira a tutelare le persone più vulnerabili, in quanto vengono stabilite aree di tutela speciale nelle zone in cui sono presenti sale giochi o scommesse a meno di 100 metri da un centro educativo. Gli esercizi di giochi e scommesse saranno inoltre obbligati a rafforzare i controlli di ammissione. Infine, viene stabilito, all’interno di queste attività, il divieto di concedere crediti, prestiti, contanti o qualsiasi altra forma di assistenza finanziaria agli avventori.

Fonte: Jamma.tv, Jamma.tv

Nomisma: confermata crescita del gioco online a discapito del gioco fisico

Nomisma, società di consulenza che ogni anno realizza l’“Osservatorio gioco d’azzardo”, ha rivelato che nel 2021 gli italiani sono tornati a giocare. Nel corso degli ultimi due anni, con la pandemia, si è infatti accelerato il processo di crescita del gioco online. Il comparto, che già cresceva senza sosta da tempo, ha subìto uno sviluppo notevole con le chiusure del gioco fisico, ma sono emerse anche alcune problematiche specifiche.

La pandemia ha frenato il settore: nel 2020 la raccolta è stata di 88,3 miliardi di euro di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite (l’85,3%). E nel 2020 la diminuzione rispetto al 2019 è stata notevole: si è registrato il 20% in meno per la raccolta, il 17% in meno per le vincite e il 33% in meno per la spesa netta. Nel 2021 la raccolta dal gioco è stata di 107 miliardi, in linea con i dati del 2019.

Ma pandemia ha accelerato anche la propensione al digitale e lo studio rivela che si sono modificate le modalità con cui gli italiani si interfacciano con il gioco: negli ultimi cinque anni si è registrato infatti un netto aumento dell’ammontare complessivo delle puntate effettuate nel gioco online (+120%). La fotografia dell’Osservatorio Nomisma rivela poi che nel corso del 2020 i conti attivi per il gioco online erano complessivamente 14,2 milioni, di cui 4,3 milioni di conti nuovi. Complici la pandemia e le limitazioni agli spostamenti imposte dallo scenario Covid e una maggiore propensione al digitale, l’online è oggi il canale di gioco prevalente per un player su tre (31%), con il picco delle scommesse sportive online. Infine, dallo studio condotto da Nomisma emerge il gioco online è prediletto dai giovani giocatori; si rileva infatti che gli over 65 prediligono giocare in luoghi fisici.

Fonte: Gioconews.it

2022-04-14T12:17:30+00:00 14 Aprile 2022|Tags: , , , , |

Lottomatica Talks: al via gli appuntamenti sulla sicurezza nel gioco

I Lottomatica Talks sono approdati a Trento, giovedì 7 aprile 2022 nella sede della Camera di Commercio, per la prima tappa di un tour che nei prossimi mesi toccherà numerose città italiane per parlare di sicurezza, contrasto all’illegalità e tutela dei giocatori. Il progetto mira, dunque, a rafforzare il dialogo tra le istituzioni, enti locali e attori sociali del territorio e i principali soggetti del settore del gioco pubblico.

Il primo dei relatori a intervenire è stato il senatore e segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale, Andrea De Bertoldi, che ha dichiarato la necessità di un approccio laico e non ideologico al gioco per contrastare la ludopatia. Successivamente ha preso parola il presidente di Confcommercio Trentino, Giovanni Bort, che ha sottolineato la rilevanza del comparto a livello economico. A chiudere la prima parte dell’evento è stato poi l’assessore al Commercio della Provincia autonoma di Trento, Roberto Failoni, che ha ribadito l’importanza degli aiuti agli operatori del settore, nonché di iniziative mirate per contrastare la ludopatia.

La seconda parte dell’evento è stata aperta dalla professoressa del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, Valentina Molin, che ha sottolineato l’importanza delle attività di prevenzione alla ludopatia come la collaborazione tra esercenti e aziende sanitarie. Giovanni Kessler, già direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha poi indicato come un testo unico a livello nazionale sia l’unica strategia per contenere il fenomeno delle dipendenze. Ha infine preso la parola il dirigente della direzione centrale della Polizia criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, Francesco Stampacchia, che ha sottolineato come l’azione della Polizia tuteli la sicurezza del gioco e assicuri il buon operato dei concessionari.

Infine, in conclusione del convegno, il costituzionalista Alfonso Celotto ha ribadito la necessità di fornire linee guida omogenee a livello nazionale e buone regole sulla formazione degli operatori, e ha indicato i quattro aspetti fondamentali che lo Stato deve perseguire: certezza, unitarietà, formazione e sinergia.

Fonte: Agimeg.it

Rapporto Lottomatica-Censis: uno sguardo al gioco legale in Italia

Il rapporto Lottomatica-Censis, pubblicato lo scorso novembre, continua ad essere un importante strumento per definire lo stato attuale del settore del gioco legale in Italia, con l’obiettivo di raccontare il valore sociale ed economico del gioco.

Quello del gioco legale, gestito dallo Stato attraverso le concessioni pubbliche, è infatti un settore economico che coinvolge 3.200 imprese, 80mila punti vendita e 150mila occupati, uno dei più importanti in termini di ricavi (nel 2020 la raccolta complessiva del settore è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite) che ha una funzione chiave di argine all’illegalità. Tuttavia, con la pandemia e le limitazioni introdotte dal governo, il gioco legale ha subito un forte contraccolpo, con conseguenze talvolta negative.

Si registra che nel 2021 il 37,8% della popolazione ha giocato a uno o più giochi legali, tra Lotto, lotterie, Superenalotto, scommesse sportive, ippiche, Bingo, giochi online, slot machine. La scelta di giocare si è rivelata trasversale ai gruppi sociali e territori, confermandosi come fenomeno di massa, ma con qualche differenza: giocano gli alti redditi (42,9%) come quelli bassi (35,2%), gli adulti (45,4%) come i giovani (45,2%) ma un po’ meno gli anziani (18%), i residenti nel Sud e Isole (42,4%) come quelli nel Nord-Ovest (36,6%), nel Nord-Est (31,8%) e nel Centro (37,4%).

Le opinioni degli italiani riflettono il valore sociale del gioco legale: il 66,8% pensa che il gioco legale sia il vero argine contro il gioco illegale gestito dalla criminalità. Per il 59,8%, infine, limitare il gioco legale farebbe lievitare il numero di giocatori illegali, con vantaggi per la criminalità.

Oggi però, con il virus che sembra rallentare nella sua diffusione e con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, il settore torna a pianificare il proprio futuro. In questo senso si orienta inoltre la bozza della legge delega che riordina il settore del gioco pubblico e che dovrebbe approdare entro fine aprile in consiglio dei Ministri.

(Fonte: Prima Comunicazione)

Indagine BVA Doxa: la situazione del settore giochi in Italia

L’indagine BVA Doxa, i cui risultati sono stati presentati il 24 marzo, ha coinvolto gli stakeholder del comparto del gioco legale facendo luce sulla situazione del settore in Italia.

Innanzitutto, nell’analizzare l’impatto della pandemia sul comparto del gioco legale, al di là degli effetti delle restrizioni, i concessionari hanno segnalato un atteggiamento particolarmente severo da parte del Governo in termini di restrizioni, oltre che la mancanza di solerzia nella protezione delle figure della filiera, ossia gli operatori del gioco e gli impiegati nel settore.

In secondo luogo, la ricerca ha rilevato la presenza di un diffuso scetticismo sul distanziometro come strumento di contrasto al gioco d’azzardo. La distanza minima dai luoghi sensibili infatti, secondo la ricerca, di fatto scoraggia il giocatore e lo spinge verso altre soluzioni e canali di gioco, spesso illegali, indebolendo il presidio del gioco legale nel tessuto urbano del territorio. In particolare, è emerso che regioni come il Piemonte e l’Emilia-Romagna sono esempi negativi in termini di rigidità nella gestione delle normative, a causa della massima estensione dei luoghi sensibili legati al distanziometro. In Emilia-Romagna, ad esempio, si stima una riduzione delle attività di circa l’80% e in Piemonte si prevede il rischio per 2.800-3.800 posti di lavoro.

Durante la presentazione della ricerca, infine, il Direttore generale dell’ADM Marcello Minenna ha dichiarato che il settore del gioco può consentire la costruzione di valore, ma solo grazie all’evoluzione del sistema. Federico Freni, sottosegretario al MEF con delega ai giochi, ha sottolineato poi la necessità di dare al gioco una regolamentazione stabile su base nazionale.

A questo link è possibile scaricare il documento della ricerca.

Fonte: Jamma.tv e Agimeg.it