Tar Umbria: “Sospendere ordinanza di chiusura. Sale aperte come previsto dal DPCM”

Il Tar Umbria ha sospeso l’ordinanza del 19 ottobre con cui la Regione Umbria aveva disposto la chiusura delle sale da gioco e prescrive l’applicazione dei DPCM del 13 e del 18 ottobre che consentono a queste attività di restare aperte dalle 18 alle 21.

Lo ha deciso il Presidente della Prima Sezione con un decreto d’urgenza con cui ha accolto le tesi di una sala, motivando la decisione in virtù del fatto che l’ordinanza “massimizza la restrizione della predetta attività rispetto alle più limitate previsioni restrittive”.

Il Presidente di Sezione del Tar Umbria ha concluso quindi che “è evidente la sussistenza di un danno grave ed irreparabile nell’attesa della trattazione collegiale dell’istanza, tuttavia da contemperarsi con il pressante pubblico interesse espresso dalle prescrizioni del settore e sopra richiamate”.

Fonte: Agimeg.it

Dpcm: “Sale giochi aperte se compatibili con la situazione epidemiologica regionale”

Il Dpcm emanato il 13 ottobre prevede nuove e più stringenti regole per fronteggiare l’emergenza Covid in Italia, su tutte l’obbligo per “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)” di chiudere alle ore 24. Si parla anche di location di gioco, affermando che le stesse sono consentite pur nel rispetto di precise disposizioni; per tali attività non vale la disposizione di chiudere alle 24, che si applica solo ai loro eventuali bar e ristoranti.

Nello specifico, nel Dpcm si legge che “le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Fonte: Gioconews.it

TAR Brescia: i Comuni devono adottare fasce orarie meno rigide

Il TAR Brescia, accogliendo il ricorso di una sala giochi contro le fasce orarie adottate dal comune di Cavernago, in provincia di Bergamo, ha sentenziato che i Comuni debbano adottare fasce orarie meno rigide dati gli strumenti oggi a disposizione per tutelare i giocatori a rischio.

Secondo i giudici infatti, con l’obbligo di utilizzare la tessera sanitaria per giocare, l’inserimento dei messaggi di avvertimento e il controllo sui volumi di gioco grazie all’app SMART, “è possibile tutelare i giocatori più fragili attraverso limitazioni interne al sistema informatico” e di conseguenza “si riduce lo spazio a disposizione della regolamentazione comunale”.

Nello specifico, la sentenza riporta che “l’intervento regolatorio dei Comuni deve quindi tenere conto della nuova disciplina del gioco d’azzardo, e delle norme tecniche adottate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per consentirne l’implementazione. Inoltre, l’intervento regolatorio dei Comuni deve utilizzare la sempre maggiore quantità di dati disponibili, dopo che il legislatore nazionale – con l’APP SMart – ha obbligato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a mettere a disposizione degli Enti Locali gli orari di funzionamento degli apparecchi”.

Per il TAR Brescia quindi le amministrazioni locali devono effettuare una nuova valutazione per arrivare a bilanciare “la riduzione delle sessioni di gioco continuativo e le aspettative economiche dei gestori delle sale dedicate ai videoterminali VLT”.

Fonte: Agimeg.it

2020-10-08T12:11:20+00:00 8 Ottobre 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

Uif: “Nel primo semestre 2020 in calo le segnalazioni dai prestatori di servizi di gioco”

Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, nel primo semestre del 2020 ha ricevuto 53.027 segnalazioni di operazioni sospette, in aumento rispetto a quelle pervenute nel periodo corrispondente del precedente anno (+3,6%) nonostante il prolungato periodo di lockdown e la successiva fase di incertezza legata alla progressiva ripresa delle attività; solo a marzo e maggio si è riscontrata una flessione rispetto ai corrispondenti mesi del 2019.

In calo, invece, le segnalazioni inoltrate alla Uif dagli IMEL (da 4.800 del primo semestre del 2019 a 3.370), dai prestatori di servizi di gioco – 26,2% (da 3.100 a 2.287) e dai notai (da 2.340 a 1.569). In termini percentuali le segnalazioni inoltrate dai prestatori di servizi di gioco sono quindi scese dal 6,1% sul totale delle segnalazioni nel primo semestre 2019 (6,2% nel secondo semestre) al 4,3% sul totale nel primo semestre 2020.

Fonte: Jamma.tv

2020-10-02T09:07:22+00:00 2 Ottobre 2020|Tags: , , , , , , , , |

MEF, presentati gli obiettivi triennali dell’ADM per il gioco

Il MEF ha presentato, per voce del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, l’atto di indirizzo sugli sviluppi della politica fiscale nel triennio 2020-2022, nel quale sono previsti gli obiettivi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel prossimo triennio, inclusi quelli riguardanti il settore del gioco.

L’atto infatti precisa che «nell’ambito dei suoi compiti e delle sue funzioni istituzionali, l’Agenzia si impegna a fornire il supporto tecnico necessario al Governo per la regolamentazione del settore dei giochi, anche attraverso la conoscenza delle abitudini di gioco della popolazione, per efficientare e razionalizzare gli strumenti di contrasto al gioco patologico».

I principali obiettivi individuati quindi nel documento del MEF sono: razionalizzare gli strumenti di contrasto al gioco patologico, monitorare l’offerta di gioco con l’evoluzione della “banca dati” sul settore, «elevare la qualità dell’offerta dei giochi pubblici e assicurare un ambiente di gioco sicuro, combattendo il gioco illegale, proteggendo i soggetti vulnerabili e ponendo particolare riguardo alle attività sul divieto di gioco da parte dei minori», promuovere studi e analisi che possano contribuire alla «realizzazione di una riforma in materia di giochi pubblici», come previsto dal Decreto Dignità.

Fonte: Agipronews.it

2020-09-24T09:15:48+00:00 24 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , , , , |

ADM: nel 2019 è calata la raccolta degli apparecchi da gioco

L’ADM, nel suo Libro Blu 2019, ha fornito come ogni anno il quadro statistico del settore del gioco legale in Italia. Dal documento risulta che lo scorso anno il segmento degli apparecchi da gioco ha registrato un calo della raccolta, passata dai 48,75 miliardi di euro del 2018 ai 46,67 dello scorso anno; un calo pari al 4,3%. Gli apparecchi da gioco risultano riguardare meno di metà della raccolta complessiva del gioco, di 110,5 miliardi, con un valore percentuale pari a circa il 42,6%.
La spesa dei giocatori, sempre secondo ADM, si è invece mantenuta sostanzialmente stabile, 10,391 miliardi rispetto ai 10,325 dell’anno precedente. Riguardo alla ripartizione regionale della spesa, Lombardia è in testa con 2.193 milioni di euro seguita dal Veneto, 999 milioni, e dal Lazio, 991 milioni, mentre la quarta e quinta posizione sono occupate rispettivamente dall’Emilia Romagna, 920 milioni, e dalla Campania, 901 milioni.
Fonte: Agimeg.it 
2020-09-17T12:36:20+00:00 17 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , |

Erario: da gennaio a luglio, gettito del gioco in calo del 42,7%

L’Erario vede venir meno quasi metà del gettito proveniente dal comparto del gioco a causa della pandemia: è quanto emerge dalla lettura del bollettino sulle entrate tributarie nei primi sette mesi del 2020, pubblicato dal ministero dell’Economia e delle finanze.

Da gennaio a luglio le entrate in arrivo dal settore sono diminuite del 42,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, pari a un calo di 3,86 miliardi di Euro, attestandosi quindi a 5,19 miliardi.

Il calo percentuale del gettito per l’Erario derivante dal settore ludico è notevolmente più marcato rispetto a quello complessivo, che ha registrato una flessione del 7,7%.

Fonte: Gioconews.it

2020-09-08T10:42:15+00:00 8 Settembre 2020|Tags: , , , , , , , , |

TAR Puglia: “Elenco luoghi sensibili non può essere esteso ad associazioni private”

Il TAR Puglia ha accolto il ricorso di un esercente contro il Questore di Lecce, che aveva respinto la richiesta di trasferimento del punto scommesse,  sentenziando che l’elenco dei luoghi sensibili contenuti nella legge regionale della Puglia del 2013 deve considerarsi tassativo, e non può includere “le associazioni private (peraltro, non riconosciute) ancorché svolgenti attività rivolte a fasce giovani di età”.

I giudici del TAR Puglia hanno poi anche specificato che se si permettesse di estendere l’elenco anche le associazioni private non riconosciute, si “amplierebbe a dismisura ed in maniera assolutamente irragionevole il campo del divieto frustrando oltremodo la libertà di iniziativa economica ed esponendo la norma a dubbi di costituzionalità per violazione dell’art. 41 Cost. […] in ragione della presenza diffusa e capillare di siffatte figure soggettive sul territorio”.

Fonti: Jamma.tvAgimeg.it

2020-09-03T12:28:00+00:00 3 Settembre 2020|Tags: , , , , , |

TAR Campania: “Licenza scommesse solo se provvisti di concessione ministeriale”

Il TAR Campania ha respinto tre ricorsi di altrettanti centri trasmissione dati, collegati a bookmaker esteri privi di concessione in Italia, presentati contro Ministero dell’Interno e Questore di Napoli e in cui si chiedeva l’annullamento dei decreti con cui veniva rigettata la richiesta di licenza ex art. 88 Tulps per l’esercizio dell’attività di trasmissione telematica di dati relativi a scommesse, per conto di società estere.

I giudici hanno sentenziato che: “la licenza di cui all’art. 88 del Tulps, anche alla luce dei principi eurounitari, non può essere rilasciata a chi non sia in possesso della concessione ministeriale e, sotto tale profilo, l’attività demandata al Questore è vincolata, non essendo ammessa alcuna discrezionalità dell’Amministrazione, che in assenza della concessione, è tenuta ad emettere un provvedimento di rigetto per insussistenza di uno dei presupposti di legge”

Il TAR Campania ha anche specificato che allo stato attuale del diritto europeo “non vi è ancora un obbligo di mutuo riconoscimento delle autorizzazioni rilasciate dai vari Stati membri”.

Fonte: Agimeg.it

2020-08-26T10:31:22+00:00 26 Agosto 2020|

ADM, istituito un fondo contro il gioco illegale

L’ADM, con una determinazione direttoriale del DG Marcello Minenna, ha istituito un fondo di 100.000 euro per le operazioni di gioco a fini di controllo.

Il fondo, gestito dalla Direzione Antifrode e Controlli, già introdotto col Decreto Fiscale, è destinato a finanziare le operazioni di gioco effettuate dal personale appartenente all’Agenzia stessa, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e al Corpo della Guardia di Finanza. Ogni forza di polizia avrà un limite di utilizzo annuo di 20.000 euro.

Inoltre, come si legge nella determinazione, «Ai fini dell’utilizzo del Fondo, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza dovranno agire previo concerto con le competenti strutture centrali e periferiche di ADM sulla base delle modalità operative definite in apposito Protocollo d’intesa sottoscritto tra le Amministrazioni interessate».

Fonte: Agipronews.it

Tar Umbria: “Limiti orari non validi senza indagine territoriale sul Gap”

Il Tar Umbria ha accolto il ricorso del gestore di una sala Vlt contro la deliberazione del Consiglio comunale di Perugia del novembre 2018, che aveva modificato il regolamento comunale per i giochi leciti vietando il funzionamento degli apparecchi “nella fascia oraria compresa tra le ore 24.00 e le ore 10.00 antimeridiane”; il tribunale ha quindi di fatto ha annullato questa disposizione.

Secondo i giudici, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto infatti dimostrare che l’incidenza del gioco patologico sul territorio fosse tale da giustificare misure restrittive vero il gioco legale.

Nella sentenza, il Tar Umbria a riguardo scrive: “non risulta invece che siano stati fatti approfondimenti sull’incidenza del fenomeno della ludopatia nel territorio del comune di Perugia, tali da far ritenere giustificata e proporzionata l’adozione di disposizioni limitative degli orari di uso degli apparecchi da gioco”, rilevando inoltre come a richiedere l’accertamento sia la normativa regionale, che “prevede che tali limitazioni possono essere disposte ‘per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica’, evidenziandosi così la necessità che la sussistenza di presupposti giustificanti le restrizioni orarie dell’esercizio del gioco siano oggetto di preventiva istruttoria”.

Fonte: Gioconews.it

2020-07-30T15:34:20+00:00 30 Luglio 2020|Tags: , , , , , , , , |

Eurispes: “Gioco illegale, operatori, polizie ed autorità facciano rete”

Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, ha incontrato il direttore generale della Agenzia delle dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, per illustrare gli obiettivi individuati attraverso il Protocollo d’intesa e di collaborazione istituzionale tra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e l’Istituto. Obiettivo è lo sviluppo di una collaborazione per il miglioramento di un sistema pubblico di gestione che rappresenti un irrinunciabile presidio di legalità, con particolare riferimento al mondo del gioco.

I giochi e le scommesse sono infatti sempre più al centro degli interessi di tutte le organizzazioni mafiose.
Nel 2019, nel settore del gioco illegale, sono state riscontrate dalla Guardia di finanza oltre 1883 violazioni e concluse 157 indagini di polizia giudiziaria

Per superare le vulnerabilità del sistema concessorio nel mondo dei giochi secondo l’Eurispes è necessario avviare una concreta e fattiva collaborazione con le forze di polizia e le Autorità competenti insieme con tutti gli operatori del comparto.

Fonte: Gioconews.it

2020-07-24T08:13:25+00:00 24 Luglio 2020|Tags: , , , , , , |